Per il settore delle materie prime il prossimo anno sarà senz’altro interessante visto che a gennaio gli Stati Uniti inizieranno a rimuovere una parte delle sanzioni economiche nei confronti dell’Iran secondo un accordo internazionale che in cambio prevede il fermo del programma nucleare iraniano. 

Iran in risalita, chi può trarne vantaggio?

I negoziati che erano stati annunciati nel luglio scorso, sono giunti ora ad una conclusione. Ne parlano gli Stati Uniti e allo stesso modo ne parla l’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite che ha fatto i primi controlli e ha spiegato che l’Iran ha mantenuto effettivamente la promessa di non proseguire nello sviluppo di armi atomiche.

Secondo Obama la fine delle sanzioni potrebbe portare ad un miglioramento economico dell’Iran, dovuto alla normalizzazione dei rapporti commerciali. Peccato che è facile immaginare come non tutto in futuro sia lineare. Non mancheranno infatti contraddizioni e assenza di linearità.

Non è un caso che il primo messaggio di cui tutti prendono nota è quello mandato dall’ayatollah Ali Khamenei al presidente iraniano Hassan Rouhani. Il Post riporta così la notizia:

Lo scorso ottobre l’ayatollah Ali Khamenei, la “guida suprema dell’Iran”, ha inviato una lettera al presidente Hassan Rouhani nella quale ricorda che l’accordo sul nucleare non implica maggiori rapporti con gli Stati Uniti, che sono ancora ritenuti il nemico. Secondo Khamenei: “L’Iran deve evitare l’importazione di qualsiasi bene di consumo dall’America”.

Il problema restano i ritrovati tecnologici americani che potrebbero consentire all’Iran di sfruttare meglio le risorse del paese, in primis gas e petrolio.

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