Le Figaro, quotidiano francese, offre una prospettiva diversa sulla fine delle sanzioni economiche per l’Iran e nel dare la notizia spiega che dopo 40 anni finalmente gli Stati Uniti potranno esportare nuovamente il loro petrolio anche in medioriente. Così sottolineano una delle contraddizioni su cui anche i media italiani hanno posto l’attenzione. 

Il compromesso sul bilancio negoziato tra repubblicani e democratici – dice il quotidiano francese, ha dato la direzione della politica energetica mondiale guidata dagli Stati Uniti.

Un accordo di principio tra i leader del Congresso rende ormai possibile la ripresa delle esportazioni americani di petrolio dopo 40 anni di embargo. Obama e molti altri democratici si sono opposti da mesi all’eliminazione totale di queste restrizioni. Di contro l’industria petrolifera americana, impaziente di trovare nuovi sbocchi alla produzione ha implorato Washington di prendere dei provvedimenti.

“Abbiamo la migliore tecnologia, il miglior petrolio e con il tempo andremo a sostituirci al petrolio russo, saudita ed iraniano. L’abrogazione del divieto  pone gli USA alla guida della politica energetica mondiale”.

I repubblicani naturalmente sono felici di questa novità commerciale e dicono che il crollo del prezzo del petrolio americano, del 65% dal 2014, e l’impennata del 90% della produzione nazionale degli Stati Uniti a partire dal 1998, ha già garantito l’accumulo di scorte di petrolio da record negli Stati Uniti e una nuova ondata di posti di lavoro nel settore energetico. Soltanto grazie a questi segnali positivi è stato possibile cambiare i termini del dibattito a Washington sulla questione.

Come parte di un accordo sul bilancio che garantisce il normale finanziamento federale fino a settembre 2016, i leader della maggioranza repubblicana sono stati in grado di concludere un accordo con i democratici: in cambio della revoca del divieto di esportazione petrolio greggio, i Democratici hanno ottenuto i benefici fiscali per il rinnovo delle energie rinnovabili.

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