Metalli preziosi, la politica monetaria affonda le previsioni

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Questo sarà sicuramente ricordato come l’anno che ha offuscato la brillantezza dei metalli preziosi, soprattutto per l’oro e per l’argento.

Anche gli altri due metalli il platino e il palladio, non hanno registrato performance degne dei beni di lusso, poiché anche il primo ha segnato un trend negativo, mentre a sorpresa il secondo è l’unico che offre un rendimento positivo con un +4%.

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Secondo il principale produttore al mondo la Johnson Matthey, comunque anche nel palladio potrebbero registrarsi tensioni sui prezzi a causa di una previsione di deficit piuttosto grande nel 2013 che dovrebbe attestarsi intorno alle 850mila once.

Tuttavia proprio sul palladio si sono riversate le attenzioni degli investitori nel 2013, poiché come abbiamo ricordato prima, è l’unico che ha offerto un rialzo da inizio dell’anno, mentre dallo scorso novembre le performance raggiungono un ragguardevole +14,8%. Recentemente le stime lo vedono ancora in fase di crescita, grazie alle principali fonti di richiesta che provengono dal comparto automobilistico, visto che è utilizzato nei catalizzatori, dall’ industria dell’elettronica e dalla gioielleria naturalmente.

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Per quanto riguarda l’oro, le attese sulle imminenti azioni della Federal Reserve e della Bank of Japan prevedono un ulteriore consolidamento del dollaro, con un successivo influsso negativo sul prezzo del metallo giallo. Gli analisti ritengono che per fine 2013 le estrazioni minerarie mondiali si attesteranno intorno a 2.900 tonnellate, in leggero aumento da 2.864 nel 2012, e in ulteriore saluta nel 2015 (2.920 tonnellate).

Per l’altro metallo prezioso, l’argento, le stime indicano ancora un ulteriore ribasso, a seguito della forte correlazione con l’oro, anche se ma meno negative. Le quotazioni rimangono sotto pressione a causa dei deboli fondamentali e dello scarso interesse degli investitori.

 

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