Fusione MPS-Unicredit? Non è una ipotesi da escludere soprattutto per la veemenza e frequenza con la quale viene discussa questa possibilità. E sebbene in tanti smentiscono e nessuno ha per ora confermato, che qualcosa in tal senso stia bollendo in pentola è la convinzione che va per la maggiore.

Dialogo tra Mef e Unicredit

Non si può far passare tutto il chiacchiericcio attorno a una possibile fusione tra MPS e Unicredit come semplici indiscrezioni stampa, soprattutto se si sa per certo che vi siano stati scambi tra il Ministero dell’Economia  e la banca di Jean Pierre Mustier. Dialoghi che negli ultimi mesi sembrerebbero essersi concretizzati con la messa sul tavolo dei numeri legati all’istituto senese e a quanto servirà al Mef per abbandonare il gruppo degli azionisti di Monte Paschi di Siena.  Le aspettative riguardanti una simile operazione sono così cresciute che il ministero ha dovuto rendere pubblica una nota nella quale si sottolineava come fossero “talmente destituite di fondamento le notizie circolate oggi intorno alla vicenda Mps“, precisando che nessuna offerta era stata mesa in campo.

Negli ultimi giorni il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva dichiarato:

Stiamo lavorando e abbiamo lavorato per sostenere e rafforzare questa banca, definendo un percorso di rilancio con la commissione europea, che passerà anche per una operazione di fusione con un partner sufficientemente forte da consentirle un futuro. E’ un percorso che può prendere diverse forme, seguiamo gli sviluppi tenendo fermo l’obiettivo strategico di rilancio.

Stato fuori da MPS entro 2020

In poche parole un piano che deve rimettere in sesto MPS, le cui voci di fusione con Unicredit sono praticamente nate nel momento in cui il board di Unicredit ha ufficializzato dalla prossima primavera la presidenza dell’ex ministro del Tesoro Piercarlo Padoan, lo stesso che nel 2016, è stato l’artefice del salvataggio della banca toscana.

Gli accordi con Bruxelles stabiliscono che lo Stato deve uscire dal gruppo di azionisti di MPS entro il 2022: più facile a dirsi che a farsi al momento a causa dei problemi finanziari e giuridici di MPS che paga lo scotto della gestione di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, alla guida della banca dal 2012 al 2016.  Da Milano Finanza arriva l’indiscrezione che vedrebbe il dossier relativo a MPS da tempo sulla scrivania di Jean Pierre Mustier: nel caso Unicredit decidesse per la fusione, si potrebbe tornare a una privatizzazione della banca in tempi “brevi”, ancor prima della fine del prossimo anno.

Un finale che non deve essere dato per scontato dato che Unicredit corteggia infatti da tempo la francese Société Générale e Banco Bpm .

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