Pensioni e flessibilità, il Governo ha in serbo una nuova proposta

Il piano guarda a tre categorie. Quali?

27 Aprile 2016 07:500 commentiVisualizzazioni: 22

Un piano per assicurare a chi è vicino alla pensione un’uscita anticipata. Il governo svela le sue carte, dopo aver rinviato a lungo malgrado le pressioni parlamentari, del presidente Tito Boeri e dei sindacati.

 

Un piano che guarda a tre situazioni precise e per ciascuna immagina un intervento multiplo di Stato, Inps, banche e assicurazioni. Maggiori dettagli arriveranno nel position papersulle pensioni che l’esecutivo sta scrivendo e pronto per maggio: un focus su pensioni e flessibilità, di fatto la base per l’intervento normativo sulla previdenza da inserire nella prossima legge di Stabilità, in autunno. Per ora si sa che il piano costerebbe molto poco all’erario, “meno di un miliardo”, dicono fonti di Palazzo Chigi. Ben lontani dal peso di altre proposte, tutte gravate da una spesa iniziale almeno pari a 5-7 miliardi, secondo il governo. Nonostante quella dell’Inps implichi un costo di partenza di 1 miliardo e mezzo (e un picco di 4,9 miliardi negli anni a seguire).

Ma in cosa consiste questo piano? Ce lo spiegano gli esperti:

Ci sono tre categorie. La prima è quelle delle persone che hanno una preferenza ad andare in pensione prima, ad esempio la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini. La seconda è quella di chi ha necessità di andare in pensione anticipatamente, in quanto ha perso il lavoro e non ha ancora i requisiti d’uscita. La terza categoria sono i lavoratori che l’azienda vuole mandare in pensione prima per ristrutturare l’organico aziendale. Ebbene, si potrebbe provare a creare un mercato di anticipi pensionistici, che oggi non c’è, coinvolgendo governo, Inps, banche, assicurazioni.

Sarebbe dunque un “mercato” di prestiti previdenziali. Nel primo caso, la nonna uscirebbe prima (si pensa al massimo a tre anni di anticipo sui requisiti) con una “penalizzazione leggermente più forte”. Il suo anticipo sarebbe con buona probabilità finanziato dalle banche, poi rimborsate dall’Inps al momento in cui scatta la pensione.

 

 

 

Abbiamo parlato di: