Poste italiane, la quotazione ha una valenza profonda per il Paese

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La quotazione di Poste Italiane, senza dubbio, assume una valenza sicuramente finanziaria ed economica ma ha anche un valenza di politica industriale e contribuirà all’ammodernamento del Paese.

Questo è il pensiero dell’amministratore delegato del gruppo della corrispondenza, Francesco Caio, che ha inaugurato il road show del gruppo da Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana. Un evento che per una coincidenza di calendario arriva insieme alla quotazione di Ferrari a Wall Street: due pezzi dell’industria italiana che si aprono al mercato. “Poste Italiane va in Borsa: quella che 10 anni fa era l’azienda conservatrice più corporativa e succube della politica, risponderà agli azionisti ed al mercato. Anche questo è cambiare verso”, ha commentato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, su Facebook.

Il passo è importante anche per i conti dello Stato, che avrebbero dovuto incassare dal processo di privatizzazione dei gioielli di famiglia più di quanto fatto fino ad ora. Non a caso Fabrizio Pagani, il capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Economia, ha usato toni solenni per lanciare l’operazione: “Oggi è una giornata molto importante”, ha esordito. “Ad andare in Borsa è un’azienda importante, con una rete capillare sul territorio e che è quindi esposta sostanzialmente al nostro paese. Per questo agli investitori diciamo: se credete nella ripresa dell’Italia dovete credere anche in Poste”.

D’altra parte l’eco dell’operazione è arrivata anche oltre la Manica, precisamente nella City di Londra: il Financial Times ha accolto l’evento odierno parlando della “più grande privatizzazione da oltre 10 anni” e sottolineando che rappresenta un banco di prova per la “reputazione” del governo riformista italiano. Lo stesso Caio, sentito dal quotidiano finanziario, ha ricordato che l’Ipo “è una privatizzazione molto grande per gli standard italiani e riapre la finestra delle privatizzazioni dopo un lungo congelamento”, aggiungendo che l’operazione “ci dà l’opportunità di dimostrare di cosa siamo capaci come azienda e come Paese”.

 

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