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Riforma del lavoro e rapporto con le regioni sfide per il governo

Il governo continua a lavorare al piano per il lavoro non senza difficoltà dovute alle posizioni all’interno della maggioranza. La riforma proposta da Renzi non ha trovato il totale accordo interno al Pd. Le modifiche proposte non hanno invece avuto l’appoggio del Nuovocentrodestra. I primi criticano al governo il rischio di creare più precariato, i secondi di seguire troppo la Cgil che si esprime attraverso il Pd.

In questa situazione, per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ci sarebbe un’altra polemica che concerne i rapporti tra il ministero e le regioni. Questo secondo una interpretazione del Corriere della Sera. Il ministro Poletti ha affermato che i rapporti tra il governo e le regioni sono buoni e che non ci sono problemi particolari.

 

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In una nota il ministero del lavoro ha detto che “Al rapporto con le regioni spetta la gestione della quasi totalità delle risorse disponibili, 1.413 milioni su 1.513. Il lavoro di programmazione che ha avuto luogo nei mesi scorsi si è svolto in un clima di leale collaborazione, pur nella comprensibile dialettica che sempre accompagna il confronto tra ruoli diversi. E’ stato, a giudizio del ministro, un lavoro proficuo”.

Quanto è stato comunicato dal ministero sembra quindi confermare che ci sono dei punti di discussione con le regioni, ma si sottolinea il fatto che l’autonomia delle regioni nella gestione dei fondi è ampia.

La questione della riforma del mercato del lavoro concerne invece gli equilibri politici. L’obiettivo è quello di fare abbassare il tasso di disoccupazione ma non c’è la stessa visione sugli strumenti utili per realizzarlo.

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