Comprare casa all’asta senza rischi o brutte sorprese, la guida – II parte

 Le aste immobiliari sono una possibilità da prendere in considerazione per chi vuole acquistare un immobile. In questi contesti, infatti, i prezzi di vendita delle case sono molto inferiori a quelli proposti sul mercato e permettono di risparmiare tra il 30 e il 50%.

Ma lo ‘sconto’ vale solo sul prezzo dell’immobile: l’acquisto di una casa all’asta prevede infatti tutta una serie di spese accessorie che possono rendere la transazione più costosa di quanto previsto e, come tutti gli altri mercati, può nascondere dei rischi soprattutto nel caso non si conosca bene l’ambiente e le sue dinamiche.

Comprare casa all’asta senza rischi o brutte sorprese, la guida – I parte

 Acquistare una casa all’asta può essere un vero affare ma, come per tutti i veri affari, è necessario saperli fare, ovvero conoscere tutti quei dettagli che possono trasformare il suddetto in una spesa molto maggiore di quanto si era preventivato, di ritrovarsi con una casa che non vale quanto è stata pagata oppure, ancora, di essere impossibilitati ad entrarci e stabilirci la propria residenza.

Immobili – Arriva la Guida all’acquisto all’asta del Notariato

 Comprare una casa all’asta è ancora oggi una delle possibilità che i consumatori hanno per risparmiare sul prezzo di acquisto. Acquistando un immobile attraverso un’asta giudiziaria, sia tradizionale che online, permette infatti in genere di risparmiare fino al 25% rispetto al prezzo di mercato. 

Risparmiare con le aste immobiliari

 Acquistare casa e risparmiare il più possibile si può se, superando le normali reticenze del caso, ci si dedica alle aste immobiliari che, come specificato negli annunci, possono essere con o senza incanto. Acquistare una casa, infatti, è ancora un sogno condiviso da moltissimi italiani.

Per la casa si sceglie tra mutuo e prestito

Chi effettivamente non passa all’acquisto lo fa semplicemente per mancanza di denaro o perché le banche non riescono ad accordargli il credito necessario. Eppure una soluzione, sempre più battuta, esiste ed è quella delle aste giudiziari che consentono in primo luogo di risparmiare sul prezzo e in secondo luogo di sfruttare i mutui tradizionali.

In ripresa le richieste di mutui per la casa

Il meccanismo delle aste, infatti, è cambiato notevolmente negli anni. Adesso il web aiuta moltissimo coloro che sono alla ricerca di una casa e anche spulciando nei siti dei tribunali, si può scoprire che il funzionamento delle aste, con o senza incanto, è più semplice di quanto si pensi. Adesso, per le case all’asta sono disponibili sia le foto degli immobili, sia le relazioni fatte dai periti, sia le planimetrie che aiutano nella scelta.

Per ogni bene immobile è definito un prezzo di base e il tribunale stabilisce le modalità di presentazione dell’offerta e il rialzo minimo da considerare per partecipare all’asta.

155 milioni di dollari per un Picasso

 In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, molti cittadini sono costretti a ridurre le spese per l’alimentazione, per fatturato e ordini si parla ancora di calo, eppure ci sono delle fette del mercato, ad esempio quello del lusso, che sembrano non conoscere alcuna flessione.

► Ferragamo vede bene anche il 2013

L’ascesa in borsa del noto marchio di moda Ferragamo, può essere citato come esempio, ma non basta. Per capire come si sta muovendo anche il business dei ricchi del mondo, si possono consultare le aste ed in particolar modo quelle delle opere d’arte.

Continua la corsa agli immobili di lusso

L’ultima in ordine cronologico ha visto la vendita di un Picasso per 155 milioni di dollari. Il bello è che in questo caso la qualità del prodotto era stata compromessa, visto che il proprietario del quadro, che è il magnate dei casinò di Las Vegas, lo aveva danneggiato con una gomitata. L’effetto dell’incidente fu l’annullamento della prima asta in cui il prezzo di base era stato fissato a 135 milioni di euro.

In qualche modo, il proprietario del quadro doveva rimediare all’errore e così ha pensato bene di chiamare dei restauratori importanti per ridare vita all’opera danneggiata. Il restauro è stato talmente interessante e ben riuscito che nell’asta “buona” per il Picasso, il quadro è stato battuto a 155 milioni di dollari.

Saltata l’asta per le frequenze televisive, persi 1,2 miliardi di euro

 

 Il Ministro dell’Economia Corrado Passera avrebbe voluto risolvere la questione delle frequenze televisive con un’asta che si sarebbe dovuta effettuare prima della fine della legislatura del governo tecnico.
Un’asta che andava a sostituire il Beauty Contest voluto da Berlusconi ma che, a causa dei ricorsi fatti da alcune reti, non è potuta andare in porto, rovinando a Passera il sogno di regalare, come lascito per la fine della sua esperienza come ministro, 1,2 miliardi di euro.
L’asta è stata richiesta dalla Commissione europea, per risolvere il problema delle infrazioni alle regole sulla concorrenza e aprire il mercato tv italiano (che in questo momento è detenuto da Rai e Mediaset). Ma sono state proprio queste due emittenti, insieme a Telecom, a mettere i bastoni tra le ruote ai piani di Passera: le frequenze ricevute non sono adatte e creano delle continue interferenze con i paesi vicini (Croazia, Montenegro, Slovenia, Malta).Alcuni di questi paesi hanno presentato i loro esposti alle autorità competenti e le emittenti coinvolte si sono dette pronte a spegnere i loro ripetitori, a patto, però, che vengano assegnate loro altre frequenze pulite. Ma queste frequenze andrebbero a ledere il patrimonio di quelle che dovrebbero essere messe all’asta e quindi al ministero dell’economia non è rimasta altra soluzione se non quella di bloccare l’asta, perdendo, però, il miliardo abbondante di euro previsto.

 

 

Il rendimento dei nostri Bot

 I titoli del debito pubblico a breve scadenza, emessi dal Tesoro italiano, sono tornati ai livelli di rendimento che avevano prima della crisi. La notizia fa sicuramente piacere allo stato che s’indebita meno nei confronti di chi ha provato a speculare sull’Italia comprando Bot, ma allo stesso tempo non fa altrettanto piacere agli investitori.

La Banca d’Italia – che ha fatto l’ultima comunicazione sui Buoni Ordinari del Tesoro, ha detto che il Mef ha piazzato i 7,5 miliardi di euro previsti di Bot a sei mesi. Questa occorrenza ha determinato un calo del rendimento loro sotto la soglia dell’1 per cento, una cosa che non succedeva da più di due anni. Si è passati quindi da un rendimento dell’1,347% ad un rendimento dello 0,919%.

La Banca d’Italia ha comunicato anche che questa notizia positiva ne segue un’altra relativa all’asta Ctz che ha fatto registrare rendimenti in discesa. Più nel dettaglio si dice che i titoli assegnati sono stati 99.538 a fronte di richieste 1,65 volte più numerose.

Il risultato dell’asta dei Bot ha contribuito anche all’abbassamento dello spread che è sceso sotto i 330 punti base arrivando fino a quota 325. Il rendimento, in questo caso, si è fermato al 4,66 per cento.

Quasi tutti gli analisti e i commentatori di sono dichiarati contenti del risultato ottenuto nell’asta.