Disoccupazione giovanile al 44%

Sono giorni in cui si discute di Articolo 18 e Jobs Act. Ma ciò non distoglie l’attenzione da un nuovo e negativo record per l’Italia: la disoccupazione giovanile si attesta intorno al 44%.

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Il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,9%

Un milione di occupati in meno rispetto a sei anni fa. Continua a salire il tasso di disoccupazione. In Italia, nel mese di gennaio, è schizzato al 12,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su dicembre e di 1,1 su base annua. Intanto, nella media dei Paesi Ue rimane al 12%. I disoccupati raggiungono i 3,3 milioni nel 2013, per un + 13,4% in confronto all’anno precedente.

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Disoccupazione in aumento anche al Sud e tra i giovani

Preoccupa il dato della disoccupazione giovanile (15-24 anni). Nel 2014, sulla scia di un’incremento generale, il tasso aumenta di 0,7 punti. Ancora una volta, inoltre, la situazione è particolarmente critica a Sud. Il meridione rimane l’area con più inoccupati. Il numero, in totale, è salito vertiginosamente. Basti pensare che rispetto al 2008, ci sono un milione di inoccupati in più.

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Precariato e ignoranza: il sondaggio di Coldiretti sui problemi finanziari dei giovani

Coldiretti traccia il profilo degli under 30 italiani. Giovani che ancora vivono a casa dei propri genitori, che sarebbero disposti a qualsiasi tipo di mansione lavorativa pur di avere uno stipendio, e che sono disinteressati alla politica. Sfiducia nei ‘Governatori‘ o semplice ignoranza? La panoramica che esce dall’analisi di Coldiretti è molto chiara. Il dossier, dal titolo “I giovani italiani e il lavoro nel 2014”, è stato presentato all’Assemblea elettiva di Giovani Impresa Coldiretti.

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Le misure per ridurre la disoccupazione giovanile

Quali potrebbero essere le nuove misure per la riduzione giovanile, da affiancare a quelle già sperimentate? Nel settore manifatturiero, dove la competitività dell’Italia è seconda in Europa solo a quella della Germania, le imprese che negli ultimi anni hanno avuto più risultati (molto positivi e più alti in confronto alla media) in termini di produttività, livelli produttivi e profitti sono quelle che maggiormente hanno innovato e che dunque si sono aperte verso nuovi mercati di sbocco.

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I dieci paesi con la più alta aspettativa di stipendio dopo la laurea

I giovani italiani non solo non riescono a trovare lavoro, quando riescono a trovarlo, nella maggior parte dei casi, si tratta di un lavoro sotto pagato. Non per nulla in Italia si parla della generazione attuale come la “Generazione dei 1000 euro”, ovvero lo stipendio che i giovani italiani possono aspirare a percepire dopo il tanto agognato conseguimento della laurea.

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Giovani e lavoro, le differenze tra l’Italia e i paesi europei dove la disoccupazione non è un problema

In Italia non c’è lavoro per i giovani. E’ un dato di fatto che emerge dalla percentuale sempre crescente di giovani in età da lavoro che non trovano un’occupazione degna di questa nome: ormai sono poco meno della metà dei giovani in età lavorativa, il 40%, una percentuale molto simile a quella di altri paesi come il Portogallo, Cipro o Spagna, che condividono con l’Italia il perdurare della crisi economica.

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