Borse, Cina ancora in recupero

Migliora la situazione a Oriente. I listini cinesi chiudono registrando un altro recupero, a seguito della rotta che ha fatto scoppiare la bolla di Shanghai; la Grecia si avvia verso il terzo piano di salvataggio, dopo che il Parlamento ha approvato le riforme chieste dai creditori, mentre l’Eurogruppo ha trovato un accordo di principio sul prestito ponte e la Bce ha innalzato la liquidità a favore delle banche elleniche.

Ferragamo, giudizi positivi da Goldman Sachs e Credit Suisse

Non è un buon momento per quanto riguarda la domanda di beni di lusso in Cina e, anche senza contare i suoi problemi di Borsa, la tendenza comincia a far paura alle società del comparto (insieme ad altre considerazioni legate all’area euro e alla politica dei prezzi globali).

Cina, offerta da 23 miliardi per Micron Technology

Se l’affare si concretizzasse, ci troveremmo dinanzi alla maggior acquisizione cinese di una società statunitense: la cinese Tsinghua Unigroup ha presentato un’offerta per acquisire l’americana Micron Technology (chip di memoria) per 23 miliardi di dollari.

Cina, Borsa ancora in crisi

Le Borse del Vecchio continente si muovono sopra un percorso sempre più ridimensionato dove domina la volatilità e dove a trarne vantaggio sono esclusivamente gli speculatori.

Cina, l’economia rallenta

A seguito delle cifre relative al crollo delle esportazioni a marzo del 14,6% su base annua, un altro dato conferma in via del tutto ufficiale il rallentamento della prestigiosa economia cinese.

Shopping, la Cina continua ad acquistare aziende italiane

Gli italiani comprano vestiti presso negozi cinesi, mangiano al ristorante cinese. La Cina, di contro, acquista aziende italiane. Questo il nuovo trend. Approfittando del calo dei prezzi provocato dalla recessione globale, Pechino ha deciso di investire in Europa e in particolar modo in Italia in concomitanza con lo scoppio della grande crisi mondiale che attanaglia al finanza dal 2008.