Sempre più alto il numero delle imprese italiane che trasloca all’estero

 Sta diventando sempre più massivo in Italia il fenomeno delle imprese che, colpite dalla crisi economica, decidono di traslocare in uno o più paesi esteri, a seconda della struttura, in cerca di migliori e maggiori profitti. Questo trend, operante nel nostro paese almeno a partire dal 2004, è oggi diventato un importante dato di fatto.

In vigore le semplificazioni per l’edilizia del Decreto del Fare

 Sono dai ieri finalmente in vigore tutte le misure a favore del settore dell’ edilizia che hanno trovato posto all’ interno del Decreto del Fare, che è stato recentemente approvato in via definitiva dalla Camera ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo negli ultimi giorni.

Un piano da 280 mila posti di lavoro per l’edilizia

 Per l’ edilizia, uno dei settori economici italiani più colpiti dai rovesci della crisi, potrebbero aprirsi nuove opportunità di occupazione. Uno studio realizzato dalla Confederazione Nazionale degli Artigiani in collaborazione con Cresme ha infatti elaborato un piano che potrebbe apportare ben due vantaggi:

  • creare nuovi posti di lavoro – 280 mila – nel settore edile
  • utilizzare le risorse già stanziati ma ancora non utilizzati, che giacciono dispersi tra i vari enti locali e i fondi statali.

L’ecobonus rilancia il settore edile

 Nel mese di giugno scorso il Governo Letta ha varato, in uno dei suoi primi provvedimenti, una nuova ondata di incentivi per le ristrutturazioni edilizie. E’ il cosiddetto ecobonus, i cui effetti sull’ economia reale sono oggi per la prima volta in fase di. Confartigianato ha ad esempio rilevato che il numero degli occupati del settore edile è tornato a risalire. 

Le novità su infrastrutture e lavori pubblici nel Decreto del Fare

 Per il settore italiano dell’ edilizia il varo definitivo del Decreto del Fare, “licenziato” in via definitiva solo alcuni giorni fa dalla Camera, è stata, a detta degli esperti, solo una vittoria parziale. Non hanno infatti trovato attuazione, nel testo definitivo, le norme più attese riguardanti l’ estensione della Scia, come pratica semplificativa, anche ad altre tipologie di lavori.

Semplificazioni per l’edilizia nel Decreto del Fare

 Il settore edile, come è noto, è stato uno dei più colpiti dalla crisi e dalla congiuntura economica negativa. Per questo motivo, dunque, era inevitabile che non venisse in qualche modo “rappresentato” all’ interno del Decreto del Fare, il provvedimento legislativo in cui il Governo ha inserito una serie di misure volte a rilanciare l’ economia italiana.

2012 l’ anno più nero per l’ edilizia

 Non ha ormai affatto dubbi l’ Ance, l’ Associazione Nazionale dei Costruttori Edili: per l’ intero settore dell’ edilizia il 2012 è stato l’ anno più nero, nel corso della crisi economica più lunga e più intensa che si ricordi.

> Crolla il settore dell’edilizia

Una serie di dati estremamente negativi si sono infatti susseguiti durante gli ultimi mesi: 

Guida agli incentivi per la ristrutturazione: i beneficiari e la documentazione necessaria

 Chi beneficia degli  incentivi per la ristrutturazione?

Possono beneficiare delle agevolazioni fiscali per la ristrutturazione e la riqualificazione degli immobili, se gli interventi vengono fatti entro i termini stabiliti e in presenza della necessaria documentazione, i titolari dell’immobile a titolo di proprietà, di possesso e di uso, che abbiano sostenuto le relative spese.

In questa categoria rientrano: il proprietario, il detentore della nuda proprietà o chi ne usufruisce, chi è in affitto o in comodato.

La documentazione necessaria per ottenere gli sgravi fiscali e gli ecobonus

Chi decide di dare avvio a dei lavori di ristrutturazione per la propria abitazione, può ottenere gli sgravi fiscali e gli ecobonus se gli interventi sono effettuati entro il 31 dicembre 20123 e solo se in possesso della seguente documentazione:

Documento inizio attività – Dia
Documento che certifica la conformità dei lavori

Bonifici
Necessari a tracciare le spese effettuate: devono indicare il codice fiscale del contribuente, la partita Iva della ditta che esegue i lavori e la casuale dei versamenti con i riferimenti alla legge che introduce le agevolazioni.

Fatture
Da intestare necessariamente a chi esegue i vari pagamenti, servono per dimostrare l’aderenza delle spese effettuate ai requisiti richiesti per l’ottenimento delle agevolazioni.

Consenso
Dichiarazione scritta del proprietario dell’immobile che attesta il suo consenso all’inizio dei lavori.

Attestazione ecologica
Solo per lavori di efficientamento energetico – per i quali è prevista l’agevolazione al 65% – è necessario l’invio all’Enea (Ente per l’energia e l’ambiente), da parte del proprietario dell’immobile, la documentazione che certifica gli interventi effettuati.

La mail di risposta che si riceverà deve essere conservata per la dichiarazione dei redditi.

Comunicazione all’Agenzia delle entrate
Necessaria solo nel caso i lavori inizino in un periodo di imposta e finiscano nel successivo.

Guida agli incentivi per la ristrutturazione

Le nuove scadenze e gli interventi previsti

I beneficiari e la documentazione necessaria

Guida agli incentivi per la ristrutturazione: le nuove scadenze e gli interventi previsti

 Con il decreto legge approvato dal Governo alla fine di maggio, sono stati prolungati i termini per poter ottenere agevolazioni e sgravi fiscali per la ristrutturazione edilizia e gli ecobonus: le agevolazioni sono del 50% per una spesa massima di 96.000 euro per ogni singola abitazione.

Le nuove scadenze per ottenere i bonus

La possibilità di ottenere le detrazioni è stata allungata di sei mesi, c’è tempo fino al 31 dicembre 2013 per le abitazioni e fino al 31 dicembre 2014 per i condomini se gli interventi saranno “importanti”, ossia nel caso si tratti di interventi che coinvolgono nella riqualificazione almeno il 25% della superficie dell’involucro. Le detrazioni previste saranno spalmate su dieci anni in un numero uguale di rate erogate a valore costante.

Quali interventi rientrano nel bonus edilizia

Chi decide di ristrutturare la propria abitazione potrà usufruire delle detrazioni e dei bonus previsti per i seguenti interventi:

– lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia e urbanistica;

– lavori necessari a seguito di un evento sismico;

– lavori su parti accessorie (costruzione di garage o installazione di impianti di domotica o interventi per la rimozione di barriere architettoniche;

– costruzione di impianti di sicurezza e di impianti idonei ad abbattere l’inquinamento acustico;

bonifiche di edifici da sostanze dannose come l’amianto;

– adozione di sistemi antisismici.

Guida agli incentivi per la ristrutturazione

Le nuove scadenze e gli interventi previsti

I beneficiari e la documentazione necessaria

Il Governo proroga fino a dicembre la detrazione ‘verde’

Con l’obiettivo di trovare fondi e far quadrare i conti, il Consiglio dei ministri del giorno dovrebbe procrastinare sino a dicembre di quest’anno il bonus del 55% per gli interventi atti a migliorare l’efficienza energetica delle case, in scadenza alla fine di giugno.

Di contro, malgrado le pressioni e i tentativi di mediazione, il bonus per le ristrutturazioni semplici, che è uno sgravio del 50% richiesto a gran voce dal settore dell’edilizia, non dovrebbe essere prorogato. Stabilità anche per un’altra misura allo studio, l’incentivo per l’acquisto di cucine e mobili da parte delle giovani coppie del quale si sta occupando il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi.

Attualmente sono stati trovati solo i fondi necessari al bonus sull’efficienza energetica. Un’agevolazione che, negli ultimi tre anni, è stata adottata da quasi un milione e mezzo di famiglie per interventi che diminuiscono i consumi di energia, quali ad esempio l’istallazione di nuovi infissi o di una caldaia a basso consumo, e che hanno portato a 50.000 nuovi posti di lavoro l’anno.

Al fine di coprire anche le ristrutturazioni semplici, ad esempio chi rifà il bagno senza migliorare l’impatto ambientale dell’appartamento, occorrerebbe trovare altri 120 milioni solo per gli ultimi sei mesi di quest’anno. Per il bonus giovani coppie forse ne servirebbero ancora di più.

Ma per il momento tutto si concluderà con un ‘nulla di fatto’. Anche perché a bloccare la caccia ai soldi per il bonus è arrivato il richiamo del Premier Letta. Il presidente del Consiglio chiede di dare la precedenza assoluta ai 2 miliardi di euro che si devono trovare subito per fermare l’aumento dell’Iva previsto per l’inizio di luglio. I tempi sono stetti, i soldi pochi ed è su questo obiettivo, per nulla scontato, che il governo ha deciso di concentrare gli sforzi. Di tutto il resto si parlerà poi.