Moody’s taglia il rating di quattro Regioni

 Quattro Regioni italiane sono recentemente finite nel mirino di Moody’s, a causa dei crescenti timori sorti in merito alla loro posizione finanziaria. Si tratta, nello specifico, di Piemonte, Campania, Lazio e Sicilia, che hanno così visto ribassarsi il giudizio sul proprio debito da parte dell’ agenzia americana.

Moody’s sulla situazione creditizia italiana

Piemonte, Campania e Sicilia sono infatti passate da una valore di  “Baa3” a “Ba1”, mentre il Lazio, da solo, è passato da una posizione di “Baa3” a “Ba2”. Le quattro regioni italiane, del resto, sono quelle in cui c’è la maggiore probabilità della necessità di un futuro risanamento dei conti, attuabile attraverso un aumento delle tasse e una razionalizzazione delle spese.

Moody’ conferma l’outlook negativo per l’Italia

I quattro bilanci regionali risultano, infatti, particolarmente sotto pressione al momento, ragione per cui, all’ accumulo di nuovi debiti, il loro outlook non può che essere considerato negativo.

Andando più nello specifico, la Campania soffre per l’ alto tasso di disoccupazione e per il PIL pro capite inferiore alla media della nazione, il Lazio soccombe sotto grandi pressioni finanziarie, il Piemonte, invece vive di grandi squilibri nel bilancio e grandi livelli di debito.

Anche il taglio del rating della Sicilia, infine, è dovuto a deficit di bilancio.

Moody’s taglia il rating di Telecom Italia

 E’ attesa per domani, 23 maggio, la riunione del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia, il quale dovrà decidere in merito alla prospettata fusione con la multinazionale H3G, i cinesi di Hutchison Whampoa, in relazione alla quale era stata autorizzata in precedenza la prosecuzione dei relativi approfondimenti per il completamento dell’ istruttoria.

Telecom continua sulla strada dell’integrazione con H3G

Ma nel frattempo, dall’ estero, non sono in arrivo buone notizie per il Gruppo Telecom sul fronte finanziario. Moody’s ha infatti tagliato il rating di Telecom Italia, facendolo passare dal valore Baa3 al Baa2. Molto probabilmente la modifica sull’ affidabilità finanziaria del gruppo è stata dovuta ai recenti problemi di bilancio occorsi alla società. A proposito dell’ ingente debito del gruppo, infatti, Moody’s ha consigliato alla società di ridurre il suo ammontare sotto i 27 miliardi di euro entro la fine del 2013.

Telecom multata per abuso di posizione dominante

Quanto alla attesa fusione con il gruppo H3G, Moody’s la ritiene piuttosto improbabile, ma qualora andasse a buon fine Telecom Italia potrebbe nuovamente beneficiare di un miglioramento del merito creditizio.

Ma le cattive notizie non finiscono qui. Sembra che anche S&P voglia declassare la compagnia telefonica italiana, anche se non vi sono ancora conferme ufficiali.

Anche Moody’s alza il rating della Turchia

 Lo aveva fatto già lo scorso novembre l’agenzia di rating Fitch, anche la Moody’s ha preso visione dei grandi miglioramenti della Turchia e ha alzato il merito di credito di Ankara di un gradino portandolo a “Baa3” dal precedente “Ba1” con outlook stabile.

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Si tratta di un’ottima notizia che giunge per il paese della mezzaluna dopo circa dieci anni di profonde riforme economiche e strutturali del paese che avevano portato il rendimento dei suoi titoli di Stato ai minimi storici. Con questa promozione, i bond turchi diventano degli ottimi investimenti.

Le motivazioni di Moody’s per l’innalzamento del rating del debito del paese sono molto semplici: le riforme portate avanti hanno permesso alla Turchia di stabilizzarsi e di poter, così, essere meno vulnerabile in caso di shock dei mercati esterni.

Altro grande merito del paese è stato quello di aver estinto il debito contratto con il Fondo Monetario Internazionale (FMI): grandi sacrifici per ottenere questo risultato, ma, come aveva annunciato il premier Recep Tayyip Erdogan, il debito è stato estinto nei tempi previsti con il pagamento, dell’ultima rata da 412 milioni di dollari.

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Soddisfazione per il premier che già da tempo si aspettava questo riconoscimento.

Fitch alza il rating della Grecia

 Secondo l’ agenzia di rating statunitense Fitch è ormai possibile individuare in Grecia dei segnali di timida ripresa. Tanto che l’ agenzia rivede a rialzo anche i valori dell’ indice, che passano da CCC a B-. Fitch apprezza, infatti, in questo modo i chiari progressi fatti dalla nazione con lo scopo di eliminare il doppio deficit del Paese, fiscale e corrente, progressi che giustificano la promozione ad un rango più elevato.

La Grecia torna sul mercato dei bond

Vero è che per la prima volta è tornato, ad Atene, un debole avanzo primario, e nonostante ci sia ancora un tasso di disoccupazione al 27% e pensioni e stipendi abbiano subito un taglio del 25%, è stata completata la ricapitalizzazione delle banche.

Dopo cinque anni di profonda crisi, dunque, la Grecia non ha ancora risolto tutti i suoi problemi interni, ma tenta di allontanare sempre di più il rischio di un’ uscita dalla zona euro e di favorire la ripresa economica. Tanto che anche il Pil greco per il 2013 previsto da Bruxelles è stato rivisto a rialzo pur rimanendo sui numeri negativi: dal – 4,8% al -4,4%.

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E i greci, a partire dal loro Ministro delle Finanze Yannis Stournaras, sono fiduciosi in una crescita economica già dal 2014, riponendo le più fervide speranze nella ripresa del turismo.

Il Parlamento europeo stabilisce nuove regole per il rating

Trascorsi cinque anni dall’avvento della crisi, l’Unione europea ha deciso di creare nuove regole per quanto riguarda le agenzie di rating. Paletti più rigidi e intercambiabilità tra le differenti agenzie.

In programma c’è la volontà di affidare i propri ‘conti’ a due agenzie in modo da valutare i prodotti strutturati.

Le agenzie faranno rotazione ogni quattro anni. In più, per quanto riguarda il giudizio sul debito pubblico, esso dovrà essere rivisto ogni sei mesi e non più ogni dodici.

A ciò, da Bruxelles aggiungeranno anche delle norme contro eventuali conflitti di interessi. Sono queste le nuove regole dell’Unione contro le agenzie di rating.

Le regole sembrano necessarie, dal momento che la crisi scaturisce proprio dai prodotti derivati.

Le agenzie, secondo il Parlamento, avrebbero dovuto controllare meglio la situazione al fine di avvisare gli investitori del pericolo ai quali andavano incontro. Invece hanno portato costoro ad investire in prodotti che si sono poi rilevati poco liquidi e, di fatto, privi di mercato.

Ora gli obiettivi sono:

– diminuire la dipendenza degli investitori dai rating esterni;

– calmare il conflitto di interessi nelle attività di rating;

– aumento della trasparenza e della concorrenza.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha preso in considerazione il provvedimento che analizza, per iniziare, la fattispecie di prodotti di finanza strutturata con asset sottostanti ricartolarizzati.

Per Moody’s l’Italia rischia il downgrade

L’incertezza sul prossimo governo in Italia e la situazione di ingovernabilità che al momento sembra essere irrisolvibile sono stati i risultati delle elezioni politiche che hanno portato al rischio per l’economia nel nostro Paese.

La giornata a Piazza Affari all’indomani delle elezioni

Ieri la Borsa e lo Spread hanno risentito in maniera negativa di questa situazione politica. Ora c’è il rischio che il debito italiano arrivi a un downgrade da parte di Moody’s. Per l’agenzia di rating c’è la possibilità di nuove elezioni e non c’è la sicurezza che si arrivi a un governo stabile anche in questo caso. Moody’s in una nota ha detto: “Invece di migliorare la visibilità sulla direzione politica del Paese, le recenti elezioni in Italia hanno aumentato il rischio che la fase di riforme avviata dal governo Monti possa sospendersi, se non completamente bloccarsi”.

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Moody’s si concentra quindi sull’importanza delle riforme iniziate da Monti e dal fatto che la situazione di incertezza in Italia può influenzare tutta l’Europa, che è la terza economia europea e il primo mercato obbligazionario, e può, in particolare, aumentare i problemi per la Spagna e il Portogallo.

Il giudizio di Moody’s sul debito italiano è Baa2. Questo livello è solo due livelli sopra il giudizio che è chiamato “junk”, cioè spazzatura. Per Standard and Poor’s il livello del debito italiano è a BBB+ e quindi tre livelli sopra il grado “non investment”, mentre per Fitch il livello è A- e quattro livelli sopra il giudizio “junk”.

Fitch abbassa il rating di Fiat

L’agenzia Fitch ha abbassato il rating di Fiat a BB- con un out look negativo di -2. Fitch ha spiegato che questa decisione “riflette le incertezze sull’ammontare dell’investimento per finanziare la crescita dei ricavi e aumentare la quota di Fiat in Chrysler come pure il modo in cui questi deflussi di cash saranno finanziati e il loro conseguente impatto sugli elementi fondamentali della metrica del credito”.

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Le preoccupazioni riguardano il riposizionamento dei brand da parte di Fiat e il clima di competitività con i risultati modesti del gruppo. Per Fitch, la strategia di Fiat “include un’accelerazione delle spese di capitale e per ricerca e sviluppo nei prossimi 2 anni”.

Per l’agenzia di rating nei prossimi 2-3 anni Fiat resterà debole, con una situazione negativa in Europa e migliori risultati in Brasile. La previsione è che Fiat aumenterà la quota in Chrysler fino ad arrivare a controllarne la maggioranza nel 2014 con l’obiettivo di aumentare la redditività. Comunque c’è incertezza su questo aumento delle quote e sui mezzi finanziari.

Fitch rileva che Fiat ”segue una strategia finanziaria conservativa e dispone di un’ampia liquidità, anche escludendo Chrysler, il che le permette di coprire le scadenze dl debito nel 2013 e il free cash flow negativo previsto quest’anno da Fitch. Tuttavia, futuri aumenti della partecipazione in Chrysler finanziati col cash esistente potrebbero indebolire la liquidità del gruppo”.

Moody’s declassa Telecom

 La motivazione che l’agenzia di rating Moody’s ha dato al declassamento di Telecom deriva dalle cedole recentemente emesse dalla società di telecomunicazioni.

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Secondo l’agenzia, infatti, la riduzione della cedola e il piano di emissione di bond ibridi fino a 3 miliardi di euro non sembrano essere sufficienti a compensare le possibili perdite previste dal rallentamento del mercato interno. Quindi il rating di Telecom passa da Baa2 a Baa3 con outlook negativo, il quale riflette il contesto critico dell’economia italiana.

Il rischio legato al rallentamento del mercato interno, secondo Moody’s, è molto alto per la società italiana:

Anche se Telecom Italia ha parzialmente mitigato l’effetto di un mercato molto difficile, i risultati di fine anno rivelano un deterioramento di fatturato ed Ebitda domestici e il mancato raggiungimento dell’obiettivo di una posizione finanziaria netta a 27,5 miliardi.

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L’obiettivo che dovrebbe raggiungere Telecom con questa strategia sul debito è una posizione finanziaria netta a 27 miliardi per fine 2013, ma le pressioni interne ed esterne sull’azienda sono tropo alte. A dimostrare queste difficoltà anche il mercato: dopo l’annuncio del taglio del rating il titolo Telecom ha perso il 3,5%.

Nuove regole Agenzie Rating

 Ecco quali sono le modifiche di comportamento che le Agenzie di Rating dovranno assumere nell’espressione del loro giudizio di merito creditizio.

DEBITO PUBBLICO

I rating non richiesti circa il debito di uno Stato potranno essere pubblicati due o tre volte l’anno, in date prestabilite. Non solo, questi rating potranno essere pubblicati solo successivamente alla chiusura dei mercati europei e almeno un’ora prima dell’apertura.

Alla fine di dicembre di ogni anno le agenzie di rating pubblicheranno l’anno successivo, ponendo la data di pubblicazione di massimo tre valutazioni non richieste. Solo in casi eccezionali potranno pubblicarne di più.

RESPONSABILITÀ

Per gli investitori che concentrano le loro attività sui rating sarà possibile citare in giudizio un’agenzia qualora la variazione di giudizio fornita sia in contrasto con le nuove norme previste dalla legislazione approvata dal Parlamento Europeo in merito alle nuove responsabilità delle società in questione.

GIUDIZI INTERNI, PIATTAFORME UE

La mossa del Parlamento è finalizzata alla volontà di liberarsi in poco tempo dalle agenzie. Stando a quanto detto dai regolatori, gli istituti di credito e quelli di investimento devono essere sollecitati a sviluppare internamente le capacità di giudicare il rischio creditizio, senza fare ricorso alle Agenzie.

CONCORRENZA

Occorre cambiare sovente agenzie così da aumentare la concorrenza e diminuire di gran lunga i rischi.

 

Nuove responsabilità Agenzie Rating

 Le agenzie di rating, che in altri termini sono le società che forniscono giudizi meritocratici sul credito degli emittenti di debito internazionali, dalle singole aziende agli Stati (le più importanti sono Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch), sono in difficoltà.

Il Parlamento europeo ha deciso di approvare all’interno della seduta di Strasburgo le leggi per la riduzione dell’eccessivo affidamento ai rating su debito sovrano e operatori finanziari.

BARNIER

Non si è fatto attendere il commento di Michel Barnier, commissario al Mercato interno e ai Servizi finanziari, il quale ha parlato del voto definendolo come un altro step fondamentale in nostra agenda al fine di rendere ancora più concreta la regolamentazione finanziaria e più forte la risposta del Parlamento alla crisi finanziaria.

Le agenzie, secondo Barnier, dovranno essere più trasparenti quando forniranno il rating ai Paesi sovrani e dovranno ottemperare a regole più strette che le faranno diventare più responsabili per errori intenzionali o di negligenza. Ma secondo Barnier le nuove regole hanno anche altre proprietà, in quanto contribuiranno ad accrescere la competizione nell’industria del rating, governata da pochi protagonisti e tante piccole comparse di mercato.

Non resta che conoscere le nuove regole delle Agenzie di Rating.