Tributi, tasse, imposte, una guida pratica sui termini

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 Tra le tante possibilità che lo Stato ha di poter imporre dei pagamenti ai cittadini  ha anche la facoltà di imporre al contribuente il pagamento di una somma di denaro e obbligarlo coattivamente al pagamento.  E fin qui nulla di nuovo poichè i tributi hanno quindi un fondamento costituzionale e pertanto il cittadino non ha il potere di sottrarsi ne tantomeno di proporre un referendum abrogativo per eliminare un particolare tributo. Con il termine tributo, come già visto, si intende in maniera generica il prelievo coattivo e forzoso nei confronti dei contribuenti. Il diritto tributario propone però delle definizioni specifiche di tributo in base ad alcune peculiarità degli stessi. All’interno del novero dei tributi troviamo quindi le imposte, i contributi, le tariffe, le tasse, ecc.

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Particolarmente significativa è la definizione di imposte, visto che queste rappresentano i tributi di gran lunga preminenti all’interno del panorama fiscale italiano. L’imposta rappresenta pertanto un prelievo forzoso e coattivo nei confronti del cittadino per il quale lo Stato non corrisponde in maniera diretta e reciproca un servizio nei confronti del contribuente. Di conseguenza i servizi che l’ente pubblico fornisce non sono né divisibili né generalizzabili.

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Le imposte vengono a loro volta suddivise in altre sottocategorie, come imposte dirette e indirette, reali e personali, ecc, (leggi anche differenza imposte reali personali) Le imposte dirette sono dei tributi che vanno a colpire in maniera diretta la manifestazione di capacità contributiva come ad esempio la percezione di un reddito o il possesso di un patrimonio. Quelle indirette riguardano invece una manifestazione mediata come il trasferimento di ricchezza (ad esempio l’iva imposta sul valore aggiunto che deve essere pagata all’atto del trasferimento del bene o del servizio).

Le imposte inoltre possono essere proporzionale, proporzionali o regressive. Quelle proporzionali hanno delle aliquote costanti indifferentemente dal reddito percepito (ad esempio l’ires) mentre quelle progressive aumentano in maniera più che proporzionale all’aumentare del reddito (ad esempio l’irpef dove il prelievo è progressivo grazie alle aliquote a scaglioni). Con le imposte regressive il prelievo diminuisce all’aumentare del reddito (in passato un tributo del genera era l’Ssn ora abrogato).

 

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