I giorni passano e il segnale è chiaro: non c’è più tempo da perdere. Per i ritardatari della voluntary disclosure è giunto infatti il momento delle scelte, dal momento che il termine ultimo per la presentazione delle istanze è fissato al prossimo 30 settembre e che nelle ultime settimane sono state chiarite le principali questioni in sospeso.

Innanzitutto il decreto sulla certezza del diritto è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal prossimo 2 settembre, evitando ai contribuenti che vogliano regolarizzare di incappare nel raddoppio dei termini di accertamento. Per quanto riguarda i chiarimenti procedurali, dopo quella di metà agosto 2015 poi, solo ieri l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una nuova circolare in cui specifica per esempio che la sola presenza sulla cosiddetta Lista Falciani non inficia la possibilità di aderire alla voluntary, se non sia stato avviato alcun accertamento da parte del Fisco italiano.

Una circolare esplicativa sulla voluntary disclosure è stata diffusa durante le scorse settimane dall’Agenzia delle Entrate, per rispondere ai tanti quesiti rivolti dai professionisti che stanno affrontando le procedure di rimpatrio dei capitali, questi, è chiarito tra l’altro “possono essere fatti rientrare già dalla data immediatamente  successiva a quella di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria”.

Chi ha già utilizzato lo scudo fiscale dovrà inoltre indicare “le dichiarazioni riservate direttamente o indirettamente correlate alle poste patrimoniali e ai redditi oggetto dell’attuale procedura”.

Non sarà indispensabile, di contro, presentare tutta la documentazione. L’esito della procedura di collaborazione, spiega infatti l’Agenzia delle Entrate. “non sarà compromesso se il  contribuente risulta oggettivamente impossibilitato a produrre tutta la documentazione utile a ricostruire la sua  situazione fiscale.

 

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