Svizzera a rischio recessione

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Anche dopo il forte picco della crisi finanziaria, scoppiata nel 2008, la Svizzera ha visto il proprio Pil in crescita, la disoccupazione sotto controllo e i conti pubblici in ordine.

Oggi invece le cose potrebbero cambiare repentinamente. Il Paese, addirittura, potrebbe avviarsi verso la recessione.

In altri termini a meno di due settimane dalla decisione inattesa della banca centrale di abbandonare il cambio fisso euro-franco, la valuta elvetica ha ricominciato a rivalutarsi e, per la fine del 2015, la crescita del prodotto interno lordo dovrebbe essere contraddistinta dal segno meno. Una notizia che sembra quasi paradossale. Gli esperti sostengono:

Meno 0,5 per cento, secondo le previsioni del Kof, l’istituto specializzato nella ricerca economica del Politecnico di Zurigo. Un bel tonfo, rispetto a quanto si pensava fino al 15 febbraio, la data della fine del cambio fisso. Tutti, infatti, erano concordi nel ritenere che il Pil svizzero, quest’anno, sarebbe cresciuto dell’1,9 per cento. E le cose dovrebbero migliorare, ma di poco, nel 2016, quando dalla recessione si dovrebbe passare alla stagnazione.

Un’altra conseguenza della mutata situazione sarà la crescita della disoccupazione, attualmente attestata intorno a poco più del 3,5 per cento, rischia di raggiungere il 4 per cento. “Avremo 75 mila disoccupati in più”, annuncia il KOF. Le industrie svizzere che esportano, penalizzate da un franco forte, si ritroveranno, infatti, con molti meno ordini dall’estero. “Dobbiamo attutire il colpo”, ha dichiarato, di conseguenza, il Ministro dell’Economia, Johann Schneider-Ammann, annunciando l’introduzione della disoccupazione parziale per le ditte in difficoltà. Una sorta di cassa integrazione cui potranno attingere le imprese, per retribuire i dipendenti cui è stato ridotto, o cancellato del tutto, l’orario di lavoro.

 

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