Aumento di 1.000 euro l’anno per gli stipendi fino a 1.500 euro netti al mese

Un ambizioso programma di tagli fiscali e di riforme del mercato del lavoro nei primi passi del suo governo

13 Marzo 2014 14:100 commentiVisualizzazioni: 137

 Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in una conferenza stampa dal tono informale e spavaldo a cui ci ha abituati e con le slides ha presentato il pacchetto di tagli fiscali e riforme economiche approvate dal Consiglio dei Ministri.

Un ambizioso programma di tagli fiscali e di riforme del mercato del lavoro nei primi passi del suo governo di coalizione per invertire le politiche di austerità e far ripartire l’economia in Italia. Questi i pressupposti.

Sfidando le pressioni della Commissione europea di non allocare le risorse da proiezioni incerte sui futuri risparmi e ricavi, Renzi ha detto in una conferenza stampa che dal 1° maggio gli italiani che guadagnano meno di 1.500 euro netti al mese riceveranno un supplemento di 1.000 euro l’anno attraverso il taglio di alcune tasse nelle loro buste paga, per un costo totale di 10 miliardi di euro nel prossimo anno.

 

I sindacati appoggiano le riforme del governo Renzi

 

“Trovo le polemiche sulla copertura incredibili”, ha affermato Renzi, insistendo che le risorse sarebbero rese disponibili attraverso tagli alla spesa pubblica ed altri proventi, compresi i risparmi previsti sui costi del debito e un maggiore gettito Iva.  Il Presidente del Consiglio ha anche annunciato un taglio del 10% del costo del lavoro finanziato da un aumento delletasse sui guadagni finanziari, ma non comprensivo dei proventi da titoli di Stato.

Entro luglio il governo garantisce il pagamento degli arretrati dovuti al settore privato pari a 68 miliardi di euro. Renzi ha anche detto che l’Italia si manterrà entro il limite del deficit di bilancio al 3% fissato dalla Commissione.
Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, ha detto che l’Italia sta iniziando a uscire dalla recessione, ma che la ripresa è ancora debole. La Commissione europea lo scorso mese ha declassato le sue previsioni di crescita per l’Italia per quest’anno allo 0,6% dopo un calo dell’1,8% del prodotto interno lordo del passato anno.

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