Austerity, la Francia contro i tagli imposti dall’Ue

Parigi tornerà nei parametri economici soltanto nel 2017 e si rifiuta di adottare le nuove misure.

1 Ottobre 2014 17:290 commentiVisualizzazioni: 21

Guerra aperta tra Parigi e Bruxelles. Il governo francese non ci sta e rifiuta di prendere in considerazione le nuove misure sull’Austerity previste dall’Unione europea. Il rientro nei parametri, dunque, avverrà gradualmente. Nello specifico, il deficit annuale del Paese si attesterà quest’anno al 4,4% del Pil secondo quanto stabilito nella legge di bilancio 2015. Durante il prossimo anno sarà ridotto di uno 0,1%, mentre tra due anni calerà al 3,8%. Soltanto, dunque, nel 2017 il tetto fissato dai parametri Ue al 3% sarà toccato, con una discesa al 2,8%. Cambia, dunque, la posizione governativa dopo che nei mesi scorsi Parigi aveva dichiarato di voler impegnarsi a scendere sotto il 3% già dal 2014.

Queste le parole del ministro delel Finanze francese Michel Sapin:

Abbiamo preso la decisione di adattare il passo di riduzione del deficit alla situazione economica del paese. La nostra politica economica non sta cambiando, ma il deficit sarà ridotto più lentamente del previsto a causa delle circostanze economiche.

All’interno del comunicato che accompagna i numeri della legge di bilancio Sapin spiega che nessun ulteriore sforzo sarà richiesto al Paese dal momento che il governo respinge l’Austerity.

Sapin non è nuovo a un ragionamento di questo genere. Già in passato aveva dichiarato inattuabili i target di deficit per il prossimo anno proposti dall’Unione. Dunque, nel 2015 la Francia crescerà solo di un punto. Sapin ha poi posto l’accento sugli sforzi (“Senza precedenti”) da parte del Governo in materia di Spending Review: 50 miliardi di euro tagliati entro tre anni.

Intanto, ieri il Paese ha oltrepassato la soglia dei 2000 miliardi di debito pubblico toccando quota 95,1% del Pil. Il programma di Spending Review proseguirà anche nel 2015 ma il pareggio di bilancio (a differenza di quanto dichiarato in concomitanza con l’ultima manovra finanziaria) accadrà tra cinque anni e non tra tre.

Abbiamo parlato di: