Borse caute ad inizio settimana

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Inizio di settimana cauto per le Borse, dopo che il week-end ha portato ancora tensioni attorno alla Grecia e ormai si contano le ore per arrivare alla data in cui Atene deve rimborsare 300 milioni di euro al Fmi.

Piazza Affari, dopo un buon inizio, termina in calo dello 0,26% all’indomani della tornata di elezioni regionali. Milano, però, ma non distante rispetto alle altre Borse europee, che chiudono contrastate seguendo le aperture e chiusure del tavolo Ue-Atene: Londra cede lo 0,443%, Francoforte riprende lo 0,19% e Parigi lo 0,35%. Wall Street prosegue gli scambi mista: mentre chiudono i mercati del Vecchio continente, il Dow Jones avanza dello 0,1% come l’S&P 500, mentre il Nasdaq è invariato.

Sul fronte del debito pubblico si sente la tensione legata ad Atene: lo spreadtra Btp e Bund dopo un avvio stabile si amplia sensibilmente e si porta a 142 punti base, dai 136 punti di venerdì. Il rendimento espresso dal titolo tricolore è dell’1,92%. In calo l’euro: la moneta unica chiude a 1,0886 dollari, minimo di seduta, e 135,67 yen.

La scadenza di venerdì è solo la prima di un mese che sulle casse elleniche pesa per 1,6 miliardi di euro, tutti prestiti da rimborsare al Fmi. La Commissione Ue, riprendendo il concetto espresso recentemente dal ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, ha tranquillizzato gli investitori precisando che l’unica scadenza importante è il 30 giugno, termine dell’attuale programma di aiuti. Ma il problema è la capienza delle casse greche, ormai vuote. Intanto, il presidente del Consiglio, Alexis Tsipras, ha scelto le colonne di Le Monde per scrivere apertamente che il mancato raggiungimento di un accordo è fin qui dovuto non tanto a supposte prese di posizione greche, quanto “all’insistenza di alcune parti istituzionali di continuare a proporre risoluzioni assurde che dimostrano una totale indifferenza verso la democratica scelta del popolo greco”, in riferimento al mandato conferitogli per governare chiaramente in chiave anti-austerità. Il premier ha spiegato il nuovo piano di riforme e – telefonicamente – ha parlato a Merkel e Hollande chiedendo una frenata sul piano di prepensionamenti.

 

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