Borse europee, tensione in attesa di Draghi

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Si tratta di un’eterna altalena. I mercati europei non trovano stabilità. Piazza Affari prosegue la seduta tra alti e bassi facendo fatica a prendere posizione e guadagna l’1% a seguito di una serie di passaggi in territorio negativo e dopo aver lasciato ieri sul terreno il 4,8% (i listini del Vecchio continente hanno bruciato 233 miliardi di capitalizzazione).

Intanto, Londra recupera lo 0,6%, Parigi lo 0,9% e Francoforte lo 0,7%. L’euro è in lieve aumento a 1,09 dollari e 127,20. Lo spread resta a quota 115 punti base, mentre i Btp rendono l’1,63%. Le Borse asiatiche, di contro, restano sull’orlo di una crisi di nervi: a seguito del profondo rosso di ieri i listini hanno archiviato un tentativo di rimbalzo, tuttavia con il passare delle ore, i guadagni si sono tradotti in perdite con Tokyo che ha chiuso in calo del 2,43%, mentre Shanghai cala del 3,23%.

Dal punto di vista macroeconomico i ripetuti scivoloni del petrolio continuano a suscitare preoccupazioni negli investitori: il prezzo del Wti torna sopra i 28 dollari dopo aver aggiornato ieri il proprio minimo dal 2003 a quota 26,19 dollari al barile. Nel frattempo il Brent di Londra cala a 27,77 dollari al barile a fronte di un eccesso di offerta che non dà per ora segnali di ridimensionamento.

I gestori, inoltre, temono che il rallentamento dell’economia cinese sia più forte di quanto annunciato, cosa che deraglierebbe la crescita globale. Un timore che prende piede anche negli Stati Uniti, per via degli ultimi dati macroeconomici: l’indice dei prezzi al consumo è calato dello 0,1%, mentre sono diminuiti anche gli avvii di nuovi cantieri. Di conseguenza continuano a calare le attese per un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nella riunione di marzo (per fine mese tutti scommettono su un mantenimento dello status quo): stanto ai future sui Fed Funds, le probabilità di una stretta di primavera sono scese al 27% dal 53% di un mese fa.

In Europa le aspettative sono tutte rivolte verso la riunione della Bce: l’Eurotower non toccherrà il costo del denaro e neanche i tassi sui depositi già tagliati di 10 punti base a -0,3%, ma il mercato aspetta le parole del presidente Mario Draghi al termine dell’incontro.

 

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