L’incontro di Ventotene giova a Francia, Italia e Germania che hanno fatto il punto della situazione per agevolare la ripartenza dell’Europa. Un’Europa che prova a superare lo scoglio-Brexit.

Gli esiti del summit a tre tra Merkel, Hollande e Renzi saranno importanti anche per verificare le eventuali ripercussioni economiche che potebbero avere: la missione italiana? Portare fin da ora sul tavolo Ue una nuova richiesta di misure per la crescita, date le difficoltà congiungurali che hanno indebolito la ripresa, italiana in particolare. Ma l’attenzione delle sale operative è rivolta soprattutto oltre l’Atlantico, in direzione della Federal Reserve.

Un punto, questo, da tenere fortemente in considerazione.

Venerdi 26 agosto Janet Yellen, presidente della Fed, parlerà al simposio annuale di Jackson Hole. Gli osservatori attendono notizie sulle prossime mosse della Banca centrale Usa, che non ha certo brillato per chiarezza negli ultimi tempi. Se i verbali dell’ultima riunione hanno mostrato una certa reticenza dal rialzare i tassi a breve, non sono mancate le dichiarazioni da “falco” di alcuni esponenti del board. Da ultimo, il vice presidente Stanley Fischer ha dichiarato che l’economia Usa è vicina al raggiungere gli obiettivi attesi dalla Fed e che la crescita si rafforzerà, aprendo così a una stretta monetaria nel breve termine.

Le parole sibilline, pronunciate domenica, hanno messo di malumore i listini: quelli europei aprono deboli. Milano cede lo 0,1%, in linea con Francoforte e Parigi, mentre Londra arretra dello 0,2%. Secondo i future sui Fed Fund, il mercato indica il 22% di possibilità per un incremento dei tassi a settembre, in crescita dal 16% precedente.

 

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