A lanciare l’allarme, con molta preoccupazione, è l’Istat. La crescita economica italiana si è progressivamente indebolita nel corso del 2015.

A lanciare l’allarme, con molta preoccupazione, è l’Istat. La crescita economica italiana si è progressivamente indebolita nel corso del 2015.

Dopo 30 anni, dopo lo scandalo del vino al metanolo, la rinascita. Oggi una bottiglia su cinque tra quelle esportate è made in Italy.

Il Premier Matteo Renzi torna a parlare di infrastrutture: scommette che prima o poi il tanto discusso ponte sullo Stretto di Messina si farà, ma dà la priorità ai mali cronici della rete di trasporti della Penisola, a cominciare dalle strade di Calabria e Sicilia e dalla madre di tutte le infrastrutture in ritardo, la Salerno-Reggio.

Il recupero dell’evasione fiscale è riuscito a toccare un nuovo record durante lo scorso anno, con il rientro di 14,9 miliardi di euro. Lo ha comunicato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, presentando i risultati dell’attività dell’Agenzia.

Si registra una lieve revisione al rialzo della crescita italiana durante il 2015: l’Istat ha rivisto il dato del Pil in volume al +0,8%, mentre la stima provvisoria indicava un +0,7%.

Nel 2014 aveva un valore pari a 15 miliardi di dollari. Nel 2025 – secondo gli esperti di PriceWaterHouseCooper – la sharing economy genererà un giro d’affari da 235 miliardi di dollari l’anno.

Gli azionisti di Intesa Sanpaolo hanno approvato con la quasi massima maggioranza dei voti il nuovo statuto sociale della banca, che introduce il sistema monistico con l’addio al duale.
Il fatturato dell’industria italiana è nuovamente crescere dopo tre anni di cali. Nella media del 2015 segna infatti un incremento pari allo 0,2%, sintesi di una flessione sul mercato interno (-0,2%) e di un incremento su quello estero (+1,2%).
La politica monetaria della Banca centrale europea, per quanto espansiva, non è sufficiente a supportare la crescita economica del nostro Paese. Lo scrive a chiare lettere il Governo italiano all’interno del position paper sulla politica europea palesando come gli spazi di bilancio “dovrebbero essere integralmente utilizzati a supporto della ripresa”, in questa fase di ripresa modesta e di inflazione eccezionalmente bassa.
La voglia di made in Italy cresce e popola le tavole di tutto il mondo: durante gli ultimi dieci anni, infatti, il valore dei cibi e dei vini italiani all’estero è praticamente raddoppiato facendo registrare un aumento record del 79% nelle esportazioni che hanno raggiunto il massimo storico di 36,8 miliardi di euro nel 2015.