Primo summit Bce post referendum britannico. Francoforte ha radunato il suo direttorio, alla luce dell’evoluzione sui mercati a seguito della scelta della Gran Bretagna di uscire dall’Ue e delle forti incertezze connesse a questo processo.

Primo summit Bce post referendum britannico. Francoforte ha radunato il suo direttorio, alla luce dell’evoluzione sui mercati a seguito della scelta della Gran Bretagna di uscire dall’Ue e delle forti incertezze connesse a questo processo.

Ultime ore di tempo per le offerte vincolanti da parte dei soggetti interessati, soprattutto fondi americani, ad acquisire le “nuove” Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti.

Le paure per il rallentamento della crescita economica globale, corroborata dai risultati del referendum sulla Brexit e dalla riduzione delle stime da parte del Fmi, aggiunta all’evoluzione politica in Turchia non frenano i mercati.

Un brutto maggio, economicamente parlando, per l’Italia Nel mese in cui il debito della Pubblica Amministrazione fa registrare un aumento da record (+ 10 miliardi in confronto ad aprile 2016) e la ripresa economica cede mostrando segnali allarmanti, rimane ancora debole il quadro per il commercio estero italiano, anche se il calo combinato di importazioni ed esportazioni determina alla fine un miglioramento del surplus commerciale tricolore.

Il debito della Pa è in crescita. Nel mese di maggio ha fatto registrare un nuovo record: 2.241 miliardi. L’aumento è pari a 10,9 miliardi in confronto al mese di aprile 2016.

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Le banche sono ancora al centro del dibattito politico e finanziario, in Italia e non solo. Secondo il Presidente del Consiglio Renzi è “a portata di mano” un’intesa tra il governo italiano e la Commissione europea per mettere in sicurezza gli istituti tricolori gravati dal peso delle sofferenze, che consenta inoltre di restare dentro le regole attuali sui salvataggi delle banche e “mettere al riparo da qualsiasi problema”.

Quello che doveva essere l’anno della ripresa si sta evolvendo in maniera pressoché disastrosa. Le ragioni del flop sono da ascrivere alla crisi, all’incertezza, alle difficoltà riscontrate dai comuni nell’applicare la clausola della flessibilità. C’è poi chi “se la prende” con il nuovo codice degli appalti, entrato in vigore appena approvato, il 19 aprile, senza alcun periodo transitorio.

Le sofferenze bancarie italiane hanno toccato, durante il mese di maggio, nuovamente quota 200 miliardi tornando ai massimi dal gennaio 2016. A rivelarlo è il report Bankitalia che verte sui bilanci degli istituti di credito del nostro Paese, durante una settimana che si prospetta movimentata per il fronte bancario con la trattativa in corso tra il governo e la Commissione Ue per provare a rafforzare i casi più traballanti senza incorrere in problemi di aiuti di Stato o coinvolgere i risparmiatori nell’assorbire le perdite.

In Unicredit è il giorno del francese Jean Pierre Mustier, 55 anni, nuovo amministratore delegato del gruppo. Già numero uno della banca d’investimenti di Piazza Cordusio e Société Générale – dove era il superiore del trader Jerome Kerviel – Mustier lascia il gruppo transalpino Tikehau per assumere la guida della banca italiana dopo l’uscita di Federico Ghizzoni.
