Ci sono voluti diversi mesi ma alla fine Enel, Wind e Vodafone hanno trovato il tanto sospirato accordo per una rete in fibra ottica ultra veloce e capace di raggiungere la maggioranza delle case (7,5 milioni) di 224 città italiane (32 milioni di italiani), entro il prossimo triennio.

Si parla di investimento che vale 2,5 miliardi di euro per Enel, mediante la società Enel Open Fiber, costituita ad hoc a dicembre e guidata da Tommaso Pompei. Un piano che stando a fonti sindacali potrebbe avere anche ripercussioni su Telecom, con per la quale si paventano fino a quindicimila esuberi nel peggiore degli scenari. L’annuncio dell’intesa sarà fatto probabilmente domani, nel corso della conferenza stampa che la Presidenza del Consiglio ha convocato per le 12 sul tema della banda larga.

L’accordo tra la società elettrica e quelle di Tlc “equivale a un pre-contratto. Ossia un impegno a firmare il contratto effettivo”, riferisce una fonte che ha seguito da vicino la trattativa per conto di Enel. La nuova rete riguarda le aree più remunerative del Paese (i cluster A e B, secondo la denominazione del piano banda ultra larga governativo, ora in corso). L’accordo di Enel con gli operatori è importante, perché uno dei primi segnali che l’Italia può fare sistema sulla costruzione della nuova rete, laddove finora i soggetti sono andati in ordine sparso.

Intanto, si è a conoscenza che in quelle zone (A e B) il principale concorrente di Enel (annessi adesso Vodafone e Wind) è Telecom Italia (Tim), che ha una piano per coprire l’84 per cento della popolazione con la fibra entro il 2018 (adesso è il 45 per cento circa). Di quella quota, il 20 per cento sarà fatto con fibra fino alle case (il resto è fibra fino agli armadi stradali), quindi in modo analogo al piano Enel. Ci sono differenze sostanziali: Enel sarà solo un operatore all’ingrosso, ossia affitterà la propria rete a operatori che faranno l’offerta finale. Tra questi ci saranno appunto Vodafone e Wind: grazie all’accordo stretto adesso, si impegnano a utilizzare la rete di Enel, garantendole quindi un ritorno economico. Non è escluso che Tim o altri operatori possono associarsi all’accordo con Enel, che si è sempre detta aperta a queste possibilità.

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