Fondo di solidarietà per l’artigianato, le nuove regole

Fondo di solidarietà per l'artigianato, le nuove regole finalmente definite dal decreto in Gazzetta Ufficiale. Una guida per far ripartire il settore?

27 Marzo 2015 22:580 commentiVisualizzazioni: 18

È stato pubblicato il decreto interministeriale che disciplina Fondo di Solidarietà Bilaterale alternativo dell’Artigianato (FSBA). Ecco di che cosa stiamo parlando, chi può accedere al fondo e a cosa serve. 

Il Fondo di Solidarietà Bilaterale alternativo dell’Artigianato è disciplinato dal decreto interministeriale del 9 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56/2015.

Il 29 novembre 2013, quindi circa un anno e mezzo fa, Confartigianato Imprese, CNA, Casartigiani, CLAAI, CGIL, CISL e UIL, hanno firmato un accordo interconfederale applicativo dell’accordo interconfederale 31 ottobre 2013 per la definizione delle risorse per l’avvio del Fondo di Solidarietà Bilaterale alternativo dell’Artigianato (FSBA).

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Con il decreto 9 gennaio 2015 emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze l’attività di FSBA per il settore artigiano va a regime. Vengono quindi stabiliti:

  • le disposizioni per determinare requisiti di professionalità e onorabilità dei soggetti preposti alla gestione dei Fondi;
  • i criteri e requisiti per la contabilità dei Fondi;
  • le modalità volte a rafforzare la funzione di controllo sulla loro corretta gestione e di monitoraggio sull’andamento delle prestazioni, anche attraverso la determinazione di standard e parametri omogenei.

Il senso di questo fondo è tutto scritto nella Riforma del Lavoro Fornero che recita

“Le organizzazione sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di Fondi di Solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale con la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.”

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