Commercio

Scambio in forma di acquisto e/o vendita di beni valutari o di consumo, mobili o immobili e di servizi su un mercato in cambio di moneta.

31 gennaio 2013 12:170 commentiVisualizzazioni: 16

soldi Il commercio in economia è lo scambio in forma di acquisto e/o vendita di beni valutari o di consumo, mobili o immobili e di servizi su un mercato in cambio di moneta. Si tratta di una delle attività basilari sulle, da sempre, si concentra tutto il sistema economico.

Nel corso delle epoche, il commercio è stato oggetto di diverse evoluzioni, per poi raggiungere la convergenza verso un mercato globale senza alcun limite, nonché la globalizzazione.

Nei casi in cui il commercio si svolge tra nazioni diverse avvengono esportazione ed importazione.

Storia

Il primo tentativo di modello economico del funzionamento del commercio è stato effettuato, durante l’era moderna, muovendo dall’astrazione della concorrenza perfetta fra venditori, grazie ad Adam Smith, economista scozzese, al di là dei suoi risvolti sulla regolazione del sistema stesso. Smith diede il nome “mercato” ad ognuno di questi sistemi.

Successivamente profilò il concetto in base al quale, accertata la concorrenza perfetta, essa crei di per sé un sistema allocativo ottimale di attribuzione dei beni nella società per ognuno attraverso la mano invisibile della ricerca egoistica del proprio interesse particolare (si vedano al riguardo fra i moltissimi i più recenti problemi, quelli dell’inquinamento e in particolare del riscaldamento globale).

Esistono però tantissimi ostacoli di natura sociale e legislativa, da aggiungere ai limiti intrinseci del commercio, alla concorrenza perfetta, oltre a sistemi in cui essa, per le medesime ragioni, non si attua affatto (monopolio, oligopolio, monopsonio, ecc. ecc.).

Per di più, la stessa teorizzazione economica di fatto conduce o può condurre gli operatori, che non sono esclusivamente venditori e acquirenti, dinanzi ad atteggiamenti divergenti o dissonanti da essa, ed è divenuta una branca di questo sistema teorico una fetta del nodo cruciale degli aspetti produttivi delle merci e dei servizi e dell’attribuzione degli stessi alle persone.

Di conseguenza, il commercio, condotto dalle teorizzazioni economiche del liberismo e spinto al consumismo, ha visto innescarsi ed accentuarsi con l’entrata nel III millennio un forte movimento di anti-globalizzazione o nuova globalizzazione tendente a ridisegnare temi, modalità e prospettive future di questo importante settore dell’economia. In questa ottica, si sono moltiplicate negli ultimi anni del ‘900 le iniziative di commercio equo-solidale e alternativo.

Legislazione italiana commercianti

Il commercio, in Italia è statuito in via primaria dal Dlgs 114/98. Tale decreto legislativo contempla tre tipi sostanziali di commercio:

in sede fissa: supermercati, piccoli negozi

forme speciali di vendita: spacci interni, tramite apparecchi automatici, per corrispondenza, televisione o altri modelli di comunicazione, commercio elettronico e presso il domicilio dei consumatori;

su area pubblica: bancarelle dei mercati rionali, bancarelle delle fiere.

Occorre comunque essere sempre in possesso di un’autorizzazione, che attualmente è la cosiddetta D.I.A., Dichiarazione Inizio Attività, rilasciata dal Comune.