La pressione fiscale italiana sale al 44,4% del PIL secondo l’OCSE

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Nel corso dell’ultimo anno e più ancora nel corso degli ultimi anni caratterizzati da un clima di recessione e di crisi economica che non si è ancora concluso, nel nostro paese la pressione fiscale è andata diventando sempre più elevata, tanto da far guadagnare all’Italia un altro premio in ambito internazionale.  

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A rilevarlo questa volta è l’OCSE, che ha recentemente stilato un dettagliato rapporto e una classifica sui paesi aderenti all’area in cui il peso di tasse e di imposte risulta essere maggiore.  Lungi dai risultati sperati dalle diverse finanziarie che si sono succedute nel corso degli ultimi anni, in relazione al 2012, anno di indagine dell’OCSE, la pressione fiscale italiane si situava ad un livello medio del 44,4 per cento.

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Questo risultato ha fatto quindi guadagnare all’Italia un bel quarto posto all’interno della classifica dei paesi OCSE più gravati dal peso delle tasse. Il dato va però confrontato con un livello medio di pressione fiscale che si situa attorno al 34,6 per cento. 

Nell’area OCSE, quindi, i paesi che detengono una pressione fiscale più alta di quella italiana sono la Francia, il Belgio e la Danimarca, con quest’ultima che conquista il livello più alto del podio con un rapporto imposte – prodotto interno lordo pari al 48 per cento.

Secondo l’OCSE, infine, a partire dal 2007, anno di inizio della crisi economica, l’Italia ha subito un incremento della pressione fiscale pari all’1,2 per cento, passando da un precedente livello del 43,2 per cento nel rapporto tasse – PIL.

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