Home News Italia Orlando: “oggi consumare ha anche un valore politico”

Orlando: “oggi consumare ha anche un valore politico”

Dopo le minacce terroristiche, arriva l’invito del Ministro della Giustizia ad occupare i luoghi pubblici e a dare un valore politico a tutti i consumi. Il discorso dovrebbe essere politico  ma ha una valenza ed un impatto economico molto forte. 

“Con manifestazioni di questo tipo si rende un grande servizio al Paese e si esalta il valore costituzionale della legalità”.

Così, all’inizio del suo intervento, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha espresso il suo apprezzamento per la Giornata della Legalità organizzata a Roma da Confcommercio in collegamento streaming con tutto il territorio nazionale.

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Due le direttrici del suo intervento: la prima rivolta a tutti gli italiani, invitati a reagire e a non avere paura di fronte alla minaccia terroristica; la seconda ad illustrare ciò che il Governo sta facendo intorno ai temi portati all’attenzione dalla Confederazione.

In primo luogo il ministro ha dunque affermato che  “dobbiamo evitare di rinchiuderci e che la paura prevalga”. In questo senso, “ora come ora anche consumare ha un valore politico, è una reazione forte che dobbiamo assumere. Bar e ristoranti danno alla società il nostro carattere aperto e libero, senza il quale non vogliamo stare”.

Per quanto riguarda il secondo “fronte”, Orlando ha definito il rapporto Eurisko-Confcommercio

“uno strumento conoscitivo molto utile perché il ventaglio di insidie cresce nei periodi di crisi economica: sta allo Stato rimuovere le inefficienze che sono un ostacolo alla libera intrapresa”. In più,  “l’inefficienza e il vuoto di legalità si traducono in  minore sicurezza ma anche in meno lavoro per l’imprenditore che è costretto a chiudere la propria impesa. Con la legalità si evitano anche condizioni di dumping criminale: è per questo – ha affermato Orlando – che abbiamo introdotto il reato di autoriciclaggio, un argine importante all’infiltrazione criminale all’interno dell’economia e allo sfruttamento delle imprese per riciclare il denaro”.

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