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Quali cambiamenti per Equitalia?

Molti Comuni la stanno estromettendo dal ruolo di riscossione dei carichi pendenti dei cittadini e al Governo si sta lavorando per cambiarne il volto. Cosa accadrà ad Equitalia?

 Alla Commissione Finanze della Camera si sta discutendo per dare un nuovo volto ad Equitalia, la società che, fino ad ora, è stata utilizzata dallo Stato e dalle amministrazioni locali per la riscossione dei debiti insoluti dei cittadini italiani.

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Tutte le forze politiche coinvolte si sono trovate d’accordo sulla necessità di cambiarne le regole, in primis per cercare di  ridurre i costi, tanto per lo Stato quanto per i cittadini. Equitalia dovrà cambiare.

Per prima cosa, se le proposte saranno tutte accolte, la società di riscossione non potrà più esigere ipoteche ed espropriazioni sulla prima casa quando questa è l’unico patrimonio che possiede il contribuente. Poi la possibilità di una rateizzazione dei pagamenti più a lungo termine e la sospensione, nei casi di reale difficoltà accertata, di sospensione del pagamento per sei mesi.

Si potrebbe dire addio anche al solve et repete, ossia all’obbligo del cittadino di pagare quanto chiesto e poi di vederselo restituire in caso di vittoria del ricorso.

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Altri cambiamenti potrebbero riguardare il massimale di pignorabilità dei beni – non più di un quinto – per gli imprenditori.

Nella risoluzione presentata oggi, inoltre, si parla anche della possibilità di revisione del compenso che la società di riscossione prende per il suo operato – al momento dell’8% – e degli interessi di mora applicati, attualmente al 5,2%.