Queste 65 mila persone, lavoratori -ma soprattutto lavoratrici- usciti dal mondo del lavoro prima di raggiungere i requisiti per la pensione di anzianità, a causa di impedimenti quali i figli, problemi in famiglia o altre questioni non dipendenti dalla loro volontà, che si sono trovate escluse dalla pensione dopo con l’entrata in vigore della riforma Fornero.

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Grazie alla circolare emanata dall’Inps il primo febbraio, questi lavoratori potranno presentare la domanda per  la pensione di anzianità. I requisiti minimi sono il compimento del 60° anno d’età per le donne e del 65° per gli uomini per coloro che alla data del 31 dicembre 1992 sono stati autorizzati al versamento dei contributi volontari per  la totalizzazione di 15 anni. Nel caso di lavoratori dipendenti il requisito è l’aver raggiunto un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni ed un cumulo di 10 anni di contributi, anche per periodi inferiori alle 52 settimane in un anno.

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Una grande vittoria per i lavoratori e per i sindacati che si erano immediatamente schierati contro questa legge che, nella sostanza, depennava le deroghe previste dall’art. 4 del decreto legge num 503 del 1992. Una legge che, nella lettura aziendalistica che ne era stata fatta, cancellava quei diritti che i lavoratori sono riusciti ad ottenere con oltre 20 anni di lotte.

 

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