Gli albi professionali hanno i loro punti di forza e i loro punti di debolezza come tutte le forme di associazionismo professionale. C’è chi ne evidenzia il carattere elitario per via dello sbarramento all’ingresso ma è pur vero che talvolta diventano cruciali per distinguere i ciarlatani. Gli odontotecnici lo sanno. 

Confartigianato ribadisce l’importanza dell’istituzione di un albo degli odontotecnici, una professione sanitaria che finora è rimasta al di fuori della regolamentazione in questione. In realtà esiste una normativa di riferimento ma è molto, troppo vecchia. E va aggiornata.

“La legge che disciplina l’attività di odontotecnico risale al 1928. È proprio tempo di aggiornarla e di istituire la figura professionale sanitaria di odontotecnico con il percorso formativo della laurea triennale quale unico requisito di accesso e con la definizione di precisi compiti nel rapporto di collaborazione con il medico odontoiatra”.

È quanto sollecitato da Gennaro Mordenti, Presidente di Confartigianato Odontotecnici, intervenuto oggi all’Audizione della Commissione Affari sociali della Camera sul Disegno di legge Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. Mordenti ha spiegato che l’albo è utile per dare risposte agli odontotecnici italiani, 23.000 addetti operanti in 13.000 laboratori, che da tempo chiedono di ricondurre l’attività nell’ambito delle professioni sanitarie.

“Abbiamo bisogno – ha detto Mordenti – di una legge che stabilisca e riconosca il nostro ruolo, le nostre nuove competenze e le nostre responsabilità e che contribuisca a combattere il fenomeno dell’abusivismo definendo con chiarezza l’ambito di attività dell’odontotecnico rispetto al ruolo svolto dall’odontoiatra, in un’ottica di trasparenza nei confronti del cittadino/paziente. La nostra proposta – sostiene il Presidente Mordenti – risolve le criticità che bloccano l’iter normativo per il riconoscimento della professione sanitaria di odontotecnico. Finalmente, così, potremo allinearci a quanto già avviene in numerosi Paesi europei e gli odontotecnici italiani potranno richiedere la tessera professionale europea che consente di svolgere liberamente l’attività nell’Ue”.

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