Cuneo fiscale in discesa

Il cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il costo di un dipendente per l’azienda e il suo stipendio netto, appare in discesa: sulle retribuzioni più basse coloro che percepiscono 20.410 euro lordi, e perciò beneficiano del bonus degli 80 euro, “il cuneo fiscale si riduce di 5,2 punti percentuali (1.707 euro in meno)”.

Con la Legge di Stabilità il cuneo fiscale scende al 39,9%

Stando agli interventi contemplati dalla Legge di Stabilità per il prossimo anno, si registra una discesa al 39,9% per quanto concerne il cuneo fiscale. Il calo è pari al 4,6%. In altri termini, la quota assorbita per una retribuzione lorda di 19.707 euro è pari a 7.863 euro. 

Il bonus Irpef di 80 euro e taglio cuneo fiscale saranno strutturali

 In merito alla crescita «non esistono scorciatoie», l’Italia Europa e il governo per il Paese individuano 3 fondamenti: più apertura di mercato, riforme strutturali, più investimenti per la crescita. Lo ha affermato in parlamento il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, nell’informativa sulla legge di Stabilità.

Cuneo fiscale, in Italia è quasi la metà della busta paga

 In questi ultimi giorni si sente parlare molto spesso del cuneo fiscale e della sua incidenza sul costo del lavoro e, di conseguenza, sugli importi delle buste paga dei lavoratori dipendenti.

Secondo una relazione dell’Istat presentata oggi in Commissione finanze del Senato, il valore medio del cuneo fiscale e contributivo è pari al 49,1% del costo totale del lavoro.

Padoan spiega il taglio del cuneo fiscale e si aspetta la crescita in 2-3 anni

 Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ieri ha partecipato alla riunione dell’Ecofin con i ministri delle finanze dei Paesi europei. Per Padoan è stato il debutto tra ministri dell’Eurozona e ha parlato dei tagli fiscali che il governo vuole fare sul cuneo fiscale e che saranno finanziati dalla minore spesa.

Il governo italiano si aspetta di vedere “significativi” risultati dalle sue riforme economiche per rilanciare la crescita e l’occupazione “entro 2-3 anni”, come ha affermato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan all’incontro di ieri con i ministri delle Finanze della zona euro. In termini di Prodotto interno lordo (Pil) in Italia , il ministro ha detto di avere un atteggiamento di cautela. Padoan, che è stato fino a poco tempo capo economista dell’Ocse , supporta le recenti previsioni formulate dalla Commissione europea, che stima per l’Italia una crescita del Pil per quest’anno di appena lo 0,6%.

 

Il programma del nuovo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan

 

Il ministro dell’Economia ha anche rassicurato gli altri ministri delle finanze dei Paesi Ue che il piano dell’Italia di ridurre le tasse relative al lavoro, e cioè il cuneo fiscale, sarà coperto dai tagli alla spesa. Una precisione necessaria visti i dubbi espressi dall’Europa e la conferma che questa operazione non può essere fatta utilizzando fondi comunitari. Per Padoan la priorità è quella di mettere in atto politiche per promuovere la crescita e l’occupazione senza sprecare gli sforzi effettuati in precedenza per mantenere il rapporto deficit-Pil in Italia entro il limite stabilito dall’Unione europea, e cioè il 3%.

Padoan ha esortato i suoi colleghi a dare all’Italia un po’ di respiro per riformare la sua economia, ma ha detto che questo non dovrebbe richiedere troppo tempo visto che molte politiche sono state introdotte dal predecessore di Matteo Renzi, Enrico Letta. Per il ministro dell’Economia, molte delle direzioni del governo sono in linea con quelli del precedente governo, ma la differenza è che Renzi intende accelerare.

Per Squinzi lavoro priorità e la Tasi e una “botta”

 Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha parlato dei progetti del governo su ripresa economica e lavoro esposti dal Presidente del Consiglio durante il suo discorso di insediamento. Squinzi è sembrato fiducioso e disponibile sulle parole di Renzi, ma aspetta i dati di fatto e si mostra critico sulla Tasi.

Il Presidente di Confindustria ha affermato: “Serve un intervento forte sul cuneo fiscale nel lavoro. Mi sembra che Renzi condivida questa impostazione: mi auguro interventi incisivi in tempi rapidi”.

 

► Squinzi, Confindustria: “liberarsi dalla burocrazia”

 

D’accordo quindi sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale, ma è importante agire rapidamente. Il numero uno di Confindustria ha anche fatto riferimento all’energia e alla voglia con cui Matteo Renzi si è proposto nel ruolo di premier e ha detto: “Mi sembra che Renzi potenza nel motore ce l’ha, auguriamoci che sia capace di scaricarla per terra”.

Il riferimento è quindi sempre alla realizzabilità di quanto proposto dal governo.

Per il leader dell’associazione degli industriali, il lavoro è l’emergenza del Paese, tema su cui Renzi si è mostrato sulla stessa linea. Squinzi parla dell’importanza di iniziare con un taglio dell’Irap sull’Irpef che porterebbe velocemente a una maggiore competitività delle imprese e agirebbe sul costo del lavoro.

Giorgio Squinzi ha poi rilevato come la Tasi è “Un’alttra botta” per le imprese in quanto aumenta il carico fiscale anziché incidere sui costi. Con i comuni che avranno la possibilità di aumentare l’aliquota di base, il rischio che per le imprese sia un ulteriore peso è elevato e Confindustria lo rimarca.

I punti di Renzi sulla ripresa economica

 Matteo Renzi ha prestato giuramento come il più giovane Presidente del Consiglio della storia d’Italia ed è a capo di un nuovo governo ambizioso che ha promesso che i vecchi problemi saranno affrontati rapidamente.

La nuova era di governo promette stabilità e insiste sulla necessità di osare di più. Tante le dichiarazioni ambiziose di Renzi e molti si chiedono dove troverà i soldi per realizzare il suo programma. Lui assicura che sarà difficile ma che ci riuscirà.

 

Quali azioni metterà velocemente in pratica Renzi

 

Intanto l’economia italiana sta cominciando a mostrare segni di ripresa dopo diversi anni di stagnazione. I dati di qualche giorno fa mostrano comunque alcune sfide difficili per il governo come la disoccupazione giovanile che si aggira intorno al 40%.

Per riuscire a riformare l’Italia e rilanciare la sua economia anche intervenendo su lavoro e ammortizzatori sociali ci vuole una maggioranza solida e progetti chiari. Questi elementi sembrano essere presenti nel governo Renzi ma siamo solo all’inizio e bisogna vedere se la situazione reggerà e per quanto tempo.

Il taglio del cuneo fiscale, la proposizione del suo piano per il lavoro in poco tempo e la crescita sono i primi elementi del programma di rilancio economico di Renzi. Il premier ha detto di essere attento a non enfatizzare la ricerca ossessiva dell’austerità come ordinato da Bruxelles per non scoraggiare la ripresa economica.

Il taglio del cuneo fiscale a due cifre, il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e un minore peso della burocrazia per le aziende sono aspetti importanti per rilanciare l’economia italiana, fatta per lo più da piccole e medie imprese. La questione di fondo non è però sono relativa all’aggerimento della pressione fiscale e della burocrazia, ma agli ordini e al volume di lavoro delle imprese italiane. Molte imprese non sono competitive sul piano internazionale e questo influisce sulla loro crescita.

Arriva in extremis il taglio del cuneo fiscale con i fondi della spending review

 La Legge di Stabilità sta per essere votata alla Camera e in questa ultima giornata erano rimaste in sospeso alcune questioni che il governo voleva inserire e sulle quali non c’era l’accordo tra i gruppi parlamentari e le parti sociali. Tra queste, il taglio del cuneo fiscale che nella riunione di ieri sera non è stata definita e inserita negli emendamenti alla Legge di Stabilità.
Ora è arrivato l’ok per il taglio delle tasse sul lavoro. La copertura economica si è trovata attraverso i fondi della spending review. Quello del cuneo fiscale era un aspetto ritenuto importante dal Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Il fondo che consentirà di ridurre il cuneo fiscale porterà quindi risorse che andranno a favorire in misura uguale non solo imprese e lavoratori, come nelle previsioni, ma anche i lavoratori autonomi, le imprese molto piccole e i pensionati.
Il fondo sarà quindi costituito dai risparmi che arriveranno dalla spending review e anche dalle entrate che deriveranno dalla lotta all’evasione fiscale e da quelli sullo scudo fiscale.
Tra le altre novità della Legge di Stabilità c’è l’emendamento sulla sanatoria delle cartelle di Equitalia. Come si era previsto, il pagamento della sanzione si potrà fare senza versare anche gli interessi. Il pagamento deve essere fatto entro il 28 febbraio. Per le riscossioni relative a sentenze di condanna della Corte dei Conti, la sanatoria non può essere compresa.
Approvato anche l’emendamento sulla costruzione di nuovi stadi o sull’amodernamento di quelli esistenti, ma senza la possibilità di creare nuovi complessi residenziali. Le procedure amministrative sono semplificate e si prevedono modalità innovative di finanziamento.