Via libera al Decreto banche

Sul punto delle sofferenze, la garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs) potrà essere concessa non solo agli istituti di credito ma anche agli altri intermediari finanziari.

17 Marzo 2016 21:410 commentiVisualizzazioni: 27

C’è l’ok della commissione Finanze della Camera al mandato al relatore al decreto legge sulle banche, Giovanni Sanga, del Pd. Il provvedimento, la cui scadenza è il 15 aprile 2016, sarà da lunedì all’esame dell’aula ed è quasi scontato il ricorso alla fiducia.

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Dopo le norme concernenti le Banche di credito cooperativo, nel corso dell’ultimo scorcio di esame in commissione sono entrate delle variazioni su alcuni aspetti delle garanzie statali in tema di sofferenze, ma si è anche disciplinato nuovamente l’anatocismo e concesso più tempo per pagare le multe via internet, con lo sconto.

La commissione Finanze della Camera ha approvato ieri sera il nuovo meccanismo di way out per le Bcc sul modello della Coop che controlla la Spa. L’intenzione è quella di chiudere in giornata l’esame del provvedimento, che è atteso in Aula lunedì. Il relatore Giovanni Sanga ha intanto consegnato gli altri emendamenti.

Sul punto delle sofferenze, la garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs) potrà essere concessa non solo agli istituti di credito ma anche agli altri intermediari finanziari. Sulla Gacs sono state esplicate una serie di modifiche tecniche: tra queste vi è la previsione che il Fondo del Tesoro iniziale a disposizione per la concessione della garanzia passi da 100 a 120 milioni e che le sofferenze possano essere trasferite per un importo “non più alto del loro valore contabile netto alla data della cessione”, mentre inizialmente il testo statuiva che il tetto fosse al valore netto di bilancio.

All’interno del suo intervento in Commissione nella seduta di ieri sera, il viceministro Enrico Morando aveva precisato che l’estensione del meccanismo di garanzia a tali soggetti “implicherà conseguentemente una serie di ulteriori modifiche puntuali del testo, ai fini del necessario coordinamento formale”. E aveva aggiunto che l’eventuale estensione avrebbe comportato “la necessità di procedere ad un adeguamento delle disposizioni” sulla copertura.

 

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