Brutti segnali arrivano dalla Spagna

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Il mercato continua le sue oscillazioni, soprattutto in Europa dove l’attesa per la riunione dell’Eurogruppo non ha certo tranquillizzato gli scambi. In realtà gli investitori, dopo la presa di coscienza che tutto è stato rimandato, non hanno dato segni di cedimento.

Gli analisti spiegano che questa “tenuta” della moneta e dei titoli del Vecchio Continente è legata ad una fiducia generalizzata verso l’Unione. Tutti credono insomma che il problema greco sarà presto risolto. Peccato che poi a livello nazionale ci siano delle piccole e allarmanti oscillazioni.

Per esempio tra le notizie finanziarie in evidenza c’è la seduta in forte calo per i titoli spagnoli. A niente è valsa in questo caso la certezza che per Atene ci siano gli aiuti pronti da parte dell’Eurogruppo. Ecco allora che il rendimento dei bonos decennali, nella giornata di ieri è aumentato dal 5,636 al 5,736. Un aumento dei rendimenti vuol dire che la Spagna dovrà pagare interessi più alti ai suoi creditori.

Sul breve e brevissimo periodo, invece, i rendimenti sono scesi. Per esempio i bonos a cinque anni sono passai dal 4,589 al 4,465 in termini di rendimento ed un percorso analogo è stato seguito dai bonos a tre anni che sono passati dal 3,737 al 3,620. Proprio in questo momento il ministero del Tesoro spagnolo ha collocato altri 7,15 miliardi di titoli.

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