Il Pil è salito dello 0,1% nel quarto trimestre 2013 rispetto al trimestre precedente ma è ancora negativo su base annua, in calo dello 0,9%. Lo rilevano i dati Istat, convalidando il dato congiunturale, ma rivedendo in lieve peggioramento quello tendenziale (nelle stime era -0,8%).
Impresa
Rimborsi Iva, priorità per le aziende più virtuose
Si chiama risk core ed è un metodo di analisi delle imprese di cui si è dotata l’Agenzia delle Entrate per testare lo stato di salute delle stesse, al fine di classificarle secondo una scala di rischio – alto, medio e basso – e premiare quelle più virtuose.
Il ‘premio’ in palio è un accesso più facile e veloce ai rimborsi Iva.
Pmi, oppresse dalle tasse
Il Garante delle Pmi, nella sua Relazione annuale al presidente del Consiglio ha indicato priorità d’intervento che vanno dalle tasse alla semplificazione burocratica, dal credito alla promozione del Made in Italy, all’innovazione. «In cima alla lista nell’agenda delle priorità per il 2014 si pone il tema del fisco.
Istat, retribuzioni lorde in calo
I dati Istat inerenti alla rilevazione sui redditi da lavoro dipendente, dicono che con le retribuzioni lorde sono calati dello 0,5%; le retribuzioni lorde pro capite hanno registrato un aumento del 2,6% nel settore agricolo, del 2,0% nell’industria, dell’1,8% nelle costruzioni e dello 0,9% nei servizi; nel totale dell’economia l’aumento è stato dell’1,4%.
La crisi in sei anni ha provocato un’ecatombe di piccole imprese
Dopo sei anni di crisi il bilancio è spaventoso: 134mila imprese in meno. La denuncia parte dalla Cgia di Mestre che pone in evidenza che tra il 2008 e il 2013 le due maggiori categorie che formano il cosiddetto popolo delle partite Iva hanno subito una vera e propria moria di imprese: il saldo, dato dalla differenza tra le aziende nate e quelle cessate, è paurosamente negativo.
Perchè agli imprenditori conviene essere informati sulla previdenza?
I proprietari delle Piccole e Medie Imprese si interrogano di rado sul futuro pensionistico. Hanno infatti poca conoscenza dei benefici fiscali. Anche per quanto concerne il fronte della continuazione aziendale sembra prevalga una scarsa cultura della gestione dei rischi. Il 74% degli imprenditori interpellati non ha adottato forme di protezione in grado di preservare il regolare svolgimento del business in caso di scomparsa dell’imprenditore, di un “key men” (un braccio destro) o di soci in grado di operare.
Per questa percentuale sono assenti anche piani di fidelizzazione per i collaboratori più profittevoli. C’è poca consapevolezza delle potenzialità di soluzione assicurative innovative per la gestione delle problematiche operative e giuridiche collegate al passaggio generazionale.


