Hollande pronto a riformare il mercato del lavoro
La nuova sfida di Hollande è la riforma del mercato del lavoro anche se esigenze di sindacati e datori di lavoro non trovano punti comuni.
La nuova sfida di Hollande è la riforma del mercato del lavoro anche se esigenze di sindacati e datori di lavoro non trovano punti comuni.
Uscire dalla crisi e dalla situazione di stallo della politica si può ma è necessario per l’America pensare alla coniazione di monete di platino.Ecco perché
Gli acquisti tecnologici guideranno la ripresa dell’economia mondiale e faranno crescere soprattutto i paesi emergenti. Un trend da tenere d’occhio.
In Borsa volano i titoli bancari, exploit di Monte dei Paschi di Siena ed Unicredit a Milano dopo l’accordo Basilea III.
Piccola rivoluzione digitale in atto: il decreto sviluppo bis scandisce l’agenda dell’evoluzione economica e sociale del nostro paese.
Le reazioni del dollaro alla fine del quantitative easing deciso dalla FED ed ora vincolato all’indice inflazionistico e all’indice di disoccupazione.
Il QE proposto dalla FED fino alla fine del 2015 potrebbe subire un’interruzione prematura. Tutto si lega alla situazione economica difficile degli USA.
Il mercato del lavoro statunitense dà informazioni discordanti che fanno presagire una ripresa immediata ma poi sono al di sotto delle aspettative reali.
Negli Usa cresce il settore immobiliare mentre in Europa continuano a scendere i prezzi delle case, Regno Unito compreso. Due storie parallele.
Twitter si quoterà in borsa nel 2013 o al più tardi nel 2014 e qualcuno dice che il social network dei cinguettii vale più di 11 miliardi di dollari.