Il tema dell’uscita dal lavoro continua a impegnare Governo e Inps. Si tratta di un argomento caldo, che necessita una trattazione delicata e urgente.

Il tema dell’uscita dal lavoro continua a impegnare Governo e Inps. Si tratta di un argomento caldo, che necessita una trattazione delicata e urgente.

Durante il 2015 l’occupazione è cresciuta in media annua di 186.000 unità (+0,8%) portando il tasso di occupazione al 56,3% (+0,6 punti). Una crescita che, secondo l’Istituto di statistica, è stata trascinata dall’occupazione alle dipendenze (+207.000).

Cresce il numero delle donne che lavorano anche se la crescita non è sufficiente a colmare il gap con l’Europa, principalmente a causa della scarsa partecipazione nel Sud del Paese: alla vigilia della Festa della donna il mercato del lavoro italiano – stando ai dati Istat riferiti al 2014 – si presenta molto segmentato con appena il 46,8% delle donne tra i 15 e i 64 anni occupate nel complesso risultato di tassi del 64,3% a Bolzano e del 27,4% in Sicilia.

Lo chiamano Super bonus occupazionale. E’ destinato alle aziende che assumono i ragazzi che hanno svolto il tirocinio nell’ambito del piano Garanzia Giovani. Verrà riconosciuto un contributo da un minimo di tremila ad un massimo di 12mila euro ad un datore di lavoro che assuma, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un giovane che abbia svolto, o stia svolgendo, uno stage extracurriculare finanziato nell’ambito di Garanzia Giovani.

Gli occupati sono in aumento, gli inattivi in diminuzione. Qualcosa, dunque, sta cambiando e la fiducia degli italiani torna a crescere.

Le pensioni di reversibilità continuano ad essere al centro delle attenzioni di tutti, a seguito dell’allarme lanciato durante i giorni scorsi circa la possibilità di tagli nelle erogazioni future.
A gennaio torna a crescere la cassa integrazione guadagni, con un aumento pari al 33,86% in confronto a dicembre 2015 e del 12,84% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Continua senza sosta la polemica sulle pensioni di reversibilità. Una polemica che sta prendendo due direzioni. Secondo la prima, quella sostenuta dai sindacati e dall’opposizione, il governo Renzi si prepara a mettere le mani nelle tasche delle vedove.
Gli sgravi per le aziende che assumono a tempo indeterminato, introdotti con l’avvio dello scorso armo, e le normative contemplate dal Jobs Act, il quale è attivo dal marzo scorso, hanno portato oltre 2,4 milioni di assunzioni ‘stabili’ durante il 2015.
Diminuiscono gli infortuni sul lavoro, tuttavia crescono le morti bianche. Lo si evince dai dati dell’Inail su quanto verificatosi lo scorso anno: prosegue il calo, nel complesso, degli infortuni durante lo svolgimento della propria attività, ma torna a crescere dopo un decennio in continua diminuzione il numero dei morti nel 2015.