Il tema dell’uscita dal lavoro continua a impegnare Governo e Inps. Si tratta di un argomento caldo, che necessita una trattazione delicata e urgente.

Un nuovo monito arriva dal presidente dell’Inps, Tito Boeri: “Il governo vari al più presto norme che prevedano flessibilità nell’uscita dal mondo del lavoro, con conseguenti diminuzioni della pensione. Così si sbloccherebbe il sistema pensionistico irrigidito dalla legge Fornero e si promuoverebbero le assunzioni di giovani”. Così si è espresso il presidente dell’Inps in un video inviato ad un convegno organizzato a Torino dai sindacati Direl e Codirp tornando di fatto a incalzare l’esecutivo sulla necessità di modificare le norme per l’accesso alla pensione.

Ha, poi, aggiunto Boeri:

La nostra proposta sulla flessibilità è del giugno 2015 il governo aveva detto che l’avrebbe discussa quest’anno, ora si parla del 2017, invece va discussa subito perché la situazione va sbloccata ora.

Il presidente dell’Inps ha poi ricordato come sia necessario lavorare per una maggiore ‘equità’ pensionistica a fronte di pensioni “ancora troppo alte e ingiustificate rispetto ai contributi”. “Molti obiettano che non si possono toccare i diritti acquisiti – ha aggiunto – ma ogni volta che si fanno riforme si toccano i diritti, l’equità non può prescindere dalla contribuzione pur se occorre muoversi su questa delicata materia con grande attenzione”.

Dello stesso avviso anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, che ha parlato di necessità urgente dell’introduzione del criterio di flessibilità. “Le pensioni sono un tema delicato in quanto riguardano milioni di persone – ha aggiunto – proprio per questo bisogna lavorare per una maggiore equità, basti pensare che il 70% degli italiani prende una pensione inferiore agli 800 euro. Bisogna inoltre intervenire sulla ricongiunzione dei diversi sistemi pensionistici”.

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