Il generico “taglieremo le tasse” si è verificato. Tuttavia la diminuzione a due cifre del cuneo fiscale comunicata al Senato due anni fa nel giorno in cui Renzi ha chiesto la fiducia è avvenuta solo in parte.

Il generico “taglieremo le tasse” si è verificato. Tuttavia la diminuzione a due cifre del cuneo fiscale comunicata al Senato due anni fa nel giorno in cui Renzi ha chiesto la fiducia è avvenuta solo in parte.

Le Asl del Sud non pagano i fornitori, o meglio lo fanno con ritardi troppo lunghi. A evidenziarlo è la Cgia di Mestre stando alla quale gli ultimi dati del 2015 indicano che l’Azienda sanitaria regionale del Molise salda i propri debiti con i creditori dopo 412 giorni dal limite previsto dalla legge che, occorre rammentarlo, stabilisce che la transazione economica debba verificarsi entro 60 giorni dall’emissione della fattura.

Il debito pubblico archivia il 2015 con una crescita pari a 33 miliardi e 800 milioni, portandosi il 31 dicembre a quota 2.169,9 miliardi. A fine 2014, secondo i dati comunicati da Bankitalia, il debito ammontava a 2.136 miliardi (132,4 per cento del Pil), mentre alla fine di novembre era sopra 2.200 miliardi.

Le opere incompiute in Italia, nel 2014, sono 868: 176 in più in confronto al 2013 con uno spreco complessivo per le casse dello Stato di 4 miliardi, 166 euro per ogni famiglia italiana.
Spending review e pubblica amministrazione sono due cose separate. Se da un lato gli acquisti centralizzati mediante il Consip permettono di ridurre la spesa, dall’altro torna a crescere di gran lunga la spesa per consulenti e collaboratori esterni a cui sono stati affidati incarichi nelle amministrazioni pubbliche.
Il fatturato di Barilla è in crescita, il debito è in discesa. Due buone notizie in una, dunque. Durante la presentazione del Rapporto di Sostenibilità per il 2015, il presidente del gruppo, Guido Barilla e l’amministratore delegato, Claudio Colzani, hanno parlato del bilancio della società archiviato con ricavi in crescita del 2% a 3,38 miliardi e un’ebitda di 440 milioni (+3% dai 427 milioni dell’anno precedente).

Industria e commercio deludono. I dati di marzo, per entrambi i segmenti economici (due segmenti alquanto importanti per la ripresa italiana) sono negativi.

Gli italiani preferiscono conservare i soldi piuttosto che fare acquisti. Li conservano in banca, approfittando dei tassi a zero, usando i gruppi di credito come ‘materassi’. Si tratta a tutti gli effetti un circolo vizioso che si alimenta: malgrado gli sforzi della Bce, i tassi negativi e la pioggia di liquidità sui mercati, la domanda di consumi non riparte e con loro l’inflazione.
C’è un nuovo modello di costituzione delle start-up innovative. Esso è contemplato nell’art. 4 comma 10 bis del decreto legge 24 gennaio 2015 n. 3 convertito in legge n. 33 del 2015.
Nel momento in cui era stato promesso, moltissimi non hanno perso tempo per criticarlo. Tuttavia lo hanno anche atteso in tanti, come manna dal cielo. Per i 570.959 adolescenti che compiono 18 anni nel 2016 si è parlato di un bonus di 500 euro rientrante nel pacchetto cultura annunciato dal governo Renzi lo scorso dicembre.