A tutti gli effetti si tratta di una nomina all’insegna della continuità. Vincenzo Boccia è stato proclamato nuovo presidente di Confindustria e successore di Giorgio Squinzi del quale è stato vice per lungo tempo.

A tutti gli effetti si tratta di una nomina all’insegna della continuità. Vincenzo Boccia è stato proclamato nuovo presidente di Confindustria e successore di Giorgio Squinzi del quale è stato vice per lungo tempo.

La Commissione europea vuole approfondire nei minimi dettagli la fusione tra Wind e 3Italia e valutare se ci possono essere aumenti dei prezzi dannosi per i clienti a seguito dell’unione dei servizi in una joint venture.

L’ampliamento del quantitative easing della Bce e le promesse del suo presidente, Mario Draghi, non sono sufficienti all’Italia per uscire dalla deflazione: a marzo i prezzi rilevati dall’Istat hanno fatto registrare un calo dello 0,2% sullo stesso periodo dello scorso anno.

Si discute molto del nuovo Canone Rai, soprattutto ora che le scadenze sono in arrivo. Chi non ha il televisore, ad esempio, e vuole “evitare” la gabella televisiva – da luglio inserita nella bolletta della luce – avrà poco più di un mese per inviare un modulo all’Agenzia delle Entrate.

Secondo una recente indagine dell’Istat, l’export italiano è frenato dalle economie emergenti e questo mette a rischio il vero volano economico dello Stivale. I dati riportati dall’istituto nazionale di statistica.

I principali punti sono: riforma delle banche di credito cooperativo, smaltimento dei crediti in sofferenza e anatocismo. Rappresentano le principali novità approvate con il via libera della Camera al decreto banche.

La ripresa italiana durante la seconda parte dello scorso anno ha puntato moltissimo sui consumi interni, non potendo più sfruttare l’export verso Paesi emergenti ormai in difficoltà. Eppure il primo scorcio dell’anno nuovo conferma la debolezza della ripresa dei consumi: secondo i dati Istat, il valore delle vendite al dettaglio è fermo a gennaio 2016 rispetto a dicembre 2015 e in calo dello 0,8% rispetto a gennaio 2015.

La Banca centrale europea adesso mette paura all’Italia. Il bollettino economico proveniente da Francoforte lascia poco spazio all’immaginazione, comunicando che i paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’instabilità nei mercati finanziari e che la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto scarsa.

Tempo di bilanci e di buone notizie per Poste Italiane, nonché per gli investitori interessati. La Società controllata dallo Stato archivia il 2015, il suo primo bilancio da azienda quotate, con un utile netto in forte crescita a 552 milioni.

La banconota da 500 euro, il taglio più alto previsto per la moneta unica europea, potrebbe avere le ore contate. Pochi giorni fa, il board della BCE ha votato per la sua abolizione, ritenendo che il suo utilizzo sarebbe essenzialmente legato a scopi criminali.
