Ripresa, stop nel quarto trimestre 2015

La ripresa italiana è apparsa ancora deludente nell’ultima fase del 2015, parte in cui le turbolenze sui mercati internazionali, gli attentati di Parigi e il rallentamento di tradizionali motori economici quali la Cina e i Paesi emergenti hanno messo un blocco all’industria di tutto l’Occidente.

Borse europee provano nuovo recupero

A seguito di un’altra giornata nera, in cui i mercati europei hanno bruciato 242 miliardi di capitalizzazione, i listini del Vecchio continente sono nuovamente sull’ottovolante e ci sono saliti nella speranza di recuperare almeno in parte il terreno perduto.

Mercato, che delusione da Twitter

Twitter supera le stime degli analisti sul fronte degli utili, tuttavia delude il mercato per il numero di utenti attivi mensilmente e per le stime relative al trimestre in corso.

Industria, la produzione è cresciuta nel 2015

 

Dopo quattro anni di stenti, una buona notizia per l’Italia. La produzione industriale è cresciuta dell’1% nella media dello scorso anno, rispetto a quanto verificatosi 2014.  Ad essere decisivo è stato il boom del comparto auto anche se l’ultimo trimestre e dicembre in particolare hanno mostrato segnali di affanno.

Sofferenze bancarie, sospiro di sollievo a dicembre

Piccolo rallentamento a dicembre per il tasso di crescita delle sofferenze in portafoglio alle banche italiane, al ritmo tendenziale del 9,4% dall’11%. Stando ai dati di Banca d’Italia, il controvalore dei crediti inesigibili è calato a 200,938 miliardi di euro dai 201,011 miliardi di euro del mese precedente.

Fineco, cosa ne pensano gli analisti?

La lente di ingrandimento degli analisti si poggia su Fineco dopo la pubblicazione del bilancio 2015, passato in rassegna come il miglior anno di sempre in termini di risultati.

Mercati europei, risalita difficile

Un momento ‘no’. Decisamente. I mercati europei non riescono a consolidare i tentativi di risalita e ricadono vigorosamente in area negativa con i prezzi del petrolio di nuovo in crollo (Brent -0,4% a 32,76 dollari al barile e Wti -0,10% a 29,70 dollari al barile).