Il programma tedesco sull’energia Energiewende tra ambizione e rischi

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 Il nuovo “super ministro” della Germania per l’energia e l’economia Gabriel Sigmar dei socialdemocratici tedeschi (SPD) è entrato nella coalizione di governo con la cancelliera Angela Merkel ed è diventato vice cancelliere. Egi studia probabilmente per diventare il prossimo cancelliere e intanto lavora a un progetto più audace. Egli è un “super ministro” perché ha un “super ministero” che unisce l’economia e l’energia. E questo mostra la visione tedesca, l’ambizione e il rischio di una riforma che prevede l’uscita dal nucleare e dai combustibili fossili e l’investimento nelle energie rinnovabili.

 

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L’ultima centrale nucleare tedesca sarà chiusa nel 2022. La quota di energia rinnovabile di tipo solare, eolica e a biomasse è destinata a salire all’80% della produzione di elettricità e al 60% del consumo globale di energia entro il 2050. E le emissioni di gas serra dovrebbero scendere, rispetto a quelle del 1990, del 70 % nel 2040 e dell’80%-95% entro il 2050.

I tedeschi sono d’accordo con questi obiettivi, ma non sempre hanno mostrato consenso per gli effetti collaterali come l’aumento del costo dell’energia elettrica. Intanto, in Germania molti paesaggi sono ora caratterizzati da pannelli solari e mulini a vento. Lo scorso anno, la quota delle energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica è arrivata al record di 23,4%.

Per il ministro i problemi dell’aumento dei costi non sono facili da affrontare. Le nuove stime della società di consulenza McKinsey suggeriscono che non c’è quasi nulla che egli possa fare per ridurre i costi. Anche se il signor Gabriel pensa di non sostenere completamente le energie rinnovabili, che è inimmaginabile, il sovrapprezzo sulle bollette mensili dei consumatori difficilmente diminuirà.

 

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Il costo non è l’ unico problema con la Energiewende. Essa ha in effetti trasformato l’intero settore energetico tedesco in un’economia quasi pianificata con esiti perversi. In certi giorni, il sole e il vento possono fornire quasi tutta l’elettricità tedesca, ma il sole non sempre splende, soprattutto in inverno, e il vento è imprevedibile. Le tecnologie di archiviazione che permettono di convertire il potere del gas in energia elettrica su una scala sufficiente ad alimentare una città sono ancora lontane. Le centrali nucleari sono in fase di esaurimento e le centrali elettriche convenzionali devono così rimanere attive al fine di garantire la fornitura continua.

La Energiewende ha in effetti ridotto la costruzione di nuove centrali elettriche convenzionali, in particolare quelle alimentate a gas, che è più pulito ma più costoso rispetto al carbone. Le centrali a carbone esistenti stanno  producendo molto. Lo scorso anno, la produzione di energia elettrica da lignite, il tipo meno efficiente e più inquinante, ha raggiunto il suo livello più alto dal 1990. Produzione di energia elettrica a gas, invece, è in calo. In effetti, la Energiewende ha finora aumentato, non ridotto, le emissioni di gas serra.

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