Secondo un recente studio portato a termine dalla Confcommercio e intitolato “Trasporti al passo, economia ferma”, i numerosi ritardi accumulati nel corso degli ultimi dodici anni nello sviluppo delle infrastrutture italiane, hanno generato per il Paese una perdita del prodotto Interno Lordo pari a 24 miliardi di euro.

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Non solo le scelte economiche sbagliate, dunque, hanno un loro costo nell’ andamento generale della nazione, ma anche tutto il tempo perso nel non scegliere, nel non implementare, nel non realizzare.

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A generare questa consistente perdita di ricchezza per la nostra nazione sono state, infatti, le grandi opere mai realizzate o mai portate a termine, le infrastrutture utilizzate in modo razionale e non sfruttate a pieno, i lavori eternamente bloccati per cause burocratiche.

Secondo il rapporto della Confcommercio, quindi, tra il 2000 e il 2012, lo stato generale delle infrastrutture italiane, che servono a facilitare gli spostamenti di cose e persone da un posto all’ altro, sono peggiorate del 5%. E anche se tra il 2010 e il 2012 è stato possibile rilevare un apparente miglioramento delle condizioni dei trasporti, il settore ha perso nel biennio un buon 2,5%.

E nella black list della Confcommercio ritorna anche la questione meridionale: del ritardo infrastrutturale del Sud, che pesa sull’ Italia intera per 48 miliardi di euro di PIL.

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