Investimenti in Italia, nessun dietrofront da parte di Volkswagen

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Nessun dietrofront da parte di Volkswagen sul piano di investimenti programmato per l’Italia. A sostenerlo è l’amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio.

Nordio, in audizione al Senato, ha rammentato che il gruppo è presente in Italia da più di 60 anni,  impiega 800 lavoratori ma attraverso le concessionarie arriva a dare lavoro a 11 mila persone, e nel 2014 ha venduto quasi 200mila veicoli. Il valore annuale degli acquisti è stato di 2,5 miliardi euro per oltre 1.500 aziende fornitrici italiane”. Per quanto riguarda “le vendite c’è stato un impatto modesto. Non abbiamo riscontrato dal punto di vista dei contratti, nel mese di ottobre, cali preoccupanti”.

“Vorrei rivolgere mie scuse ai nostri clienti per le notizie diffuse sulle problematiche di gestione dell’emissioni diesel dei prodotti dal gruppo Volkswagen. Siamo profondamente dispiaciuti, tutto ciò non è all’altezza dei nostri standard”. “Ai nostri clienti – ha aggiunto Nordio – vorrei dire che non c’è alcun impatto sulla sicurezza e sulla circolazione su strada delle loro auto. Tutte le auto presenti nella nostra capillare rete di vendita sono estranee al problema”.  L’ad di Volkswagen Italia ha ribadito che per fare fronte allo scandalo dieselgate, la società presenterà alle autorità competenti “specifiche soluzioni tecniche nel corso dell’ultimo trimestre del 2015 per darvi attuazione nel primo trimestre del 2016 e completarle entro il 2016”. ll gruppo Volkswagen sta lavorando “ad una soluzione tecnica per la sostituzione di hardware all’interno del motore” per le auto di cilindrata 1,6 e 1,8 della classe di motori EA 189. “Il numero di veicoli attualmente sospesi in via cautelativa finché non sarà fatta chiarezza è di circa 1.300”. Le auto, invece, sulle quali è stata montata la centralina incriminata sono 648mila e riguarda esclusivamente le emissioni di ossido di azoto, o Nox.

 

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