Investire in obbligazioni, arriva il Titolo a cinque anni di Intesa

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Intesa San Paolo ha dato il via oggi ad un nuovo titolo di debito denominato nella valuta locare Euro, con durata quinquennale e scadenza quindi a gennaio 2019. Al momento del lancio, il rendimento atteso del bond Intesa, secondo le proiezioni di Reuters, si attesta intorno ai 195 punti base sopra il tasso midswap, all’interno della forchetta inizialmente indicata tra 195 appunto e 200 punti base.
Gli ordinativi del bond del tipo unsecured, al momento, superano il miliardo di euro e si accoda a quella appena precedentemente emessa il 29 ottobre scorso, quando l’istituto collocò un’altra obbligazione sempre con durata cinque anni, che ebbe grande successo tra gli investitori. In quel caso il rendimento era del 3,88% e furono collocati 1,25 miliardi di dollari, essendo quotata appunto nella valuta del paese a stelle e strisce.

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Per l’operazione odierna, hanno ricevuto il mandato per il management dell’operazione le seguenti banche: Imi, Bnp Paribas, Hsbc, Morgan Stanley e Ubs. Intesa Sanpaolo ha rating Baa2 per Moody’s, BBB per S&P e BBB+ per Fitch.

Intanto Gian Maria Gros-Pietro, presidente del consiglio di gestione dell’istituto, in una dichiarazione ha sottolineato darà grande importanza alla distribuzione del dividendo 2013. Allo stato attuale l’istituto ha intenzione di liquidarlo entro i primi 9 mesi dell’anno, avendo messo da parte il pro-quota per l’assegnazione di un dividendo di 5 centesimi per azione. Tuttavia dipenderà dall’esito dell’ispezione della qualità degli attivi che sarà portata avanti dalla Banca Centrale Europea.

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Anche gli analisti di Intermonte sono positivi sul pagamento dei dividendi, non essendoci neppure indicazioni contrarie da Bankitalia.
“Riteniamo che l’attuale buon livello di copertura dei crediti problematici, oltre all’elevato livello di capitale, rendano molto probabile il pagamento di un dividendo in linea con quello dell’anno scorso, ovvero 5 centesimi per azione”, prevedono gli analisti di Intermonte, precisando che al momento non sembrano esserci indicazioni da parte di Bankitalia a non pagare dividendi.

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