Italia ancora una volta leader mondiale nella vendemmia

Giù, di nuovo, le quotazioni delle bollicine transalpine. La sconfitta per la Francia pesa molto.

6 Settembre 2016 14:350 commentiVisualizzazioni: 20

L’Italia dell’uva e del vino sorride, ai danni degli amati/odiati cugini francesi. Anche quest’anno la Penisola ha confermato la leadership mondiale nella vendemmia. Il trend prosegue ormai dal 2014, primo anno in cui le bollicine italiane raggiunsero la vetta superando quelle d’Oltralpe.

La sconfitta per la Francia pesa molto. I transalpini fanno del vino uno dei principali stili di vita. Un fatto culturale di rilievo, una vera e propria icona. Eppure la tendenza che vede l’Italia ai vertici mondiali non accenna ad esaurirsi. Anzi, troverà conferma anche nel 2016: per fine anno, infatti, è atteso un calo pari a quasi il 10% della produzione di vino in Francia in confronto allo scorso anno: dovrebbe aggirarsi a 42,9 milioni di ettolitri, di molto inferiore ai 48,5 milioni di ettolitri stimati dagli esperti per il nostro Paese.

A rivelare i dati è la Coldiretti, la quale ha analizzato gli esiti del servizio statistico provenienti dal ministero agricolo transalpino Agreste: l’Italia bissa il primato mondiale nella produzione, mentre la Francia potrebbe addirittura perdere addirittura il posto d’onore a vantaggio della Spagna. Nella penisola iberica le prime stime parlano di valori che si aggirano sui 45 milioni di ettolitri. La débacle produttiva francese – secondo la Coldiretti – è dovuta a gelate primaverili che hanno colpito alcune zone viticole (Champagne, Borgogna e la Valle della Loira), episodi ricorrenti di vento, cui si sono aggiunti il peggioramento della siccità verso il Mediterraneo e la grandine in alcune aree (Charente, Borgogna-Beaujolais, Linguadoca-Rossiglione) che hanno pesano sulla raccolta.

Questo il commento di Coldiretti:

La vendemmia 2016 è iniziata in Italia il 12 agosto in Franciacorta, con un ritardo di quasi una settimana rispetto allo scorso anno quando però era stata condizionata dal grande caldo e siccità con la raccolta più precoce dell’ultimo decennio. Molto dipenderà dal mese di settembre ma le condizioni meteo fanno ben sperare per una annata di buona qualità, dopo un inverno particolarmente mite e un germogliamento anticipato.

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