La cassa integrazione straordinaria è stata prolungata di un anno. Ciò implica un nuovo sussidio da 500 euro al mese per dodici mesi a chi è rimasto senza ammortizzatori. A ciò si aggiunga un Piano operativo di ricollocazione (Por) oppure l’offerta conciliativa. Sono queste le strade scelte per aiutare i 35-40 mila lavoratori delle nove aree di crisi industriali complesse.

Da Piombino a Termini Imerese, da Livorno a Gela, da Taranto a Trieste, la situazione è grave e il Governo gioca d’anticipo poiché a fine dicembre scadranno gli ammortizzatori sociali. Il rischio che si corre è quello di diventare esodati, di trovarsi senza sussidi né lavoro e lontani dalla pensione. Questo rischio diventerà concreto, dal momento che dal primo gennaio scompariranno sia l’indennità di mobilità che la cassa integrazione in deroga e arriveranno paletti più stringenti per la cassa integrazione straordinaria, così come previsto dal Jobs Act.

Dunque, sindacati e governo si sono incontrati in giornata per fare il punto della situazione e concretizzare il documento firmato il primo settembre da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Due sono i criteri di valutazione scelti: soluzione tampone dal primo gennaio e intervento operativo parallelo e contestuale per accelerare le ricollocazioni o indennizzare i lavoratori che vi rinunciano. Nel primo caso, il governo si appresta a modificare il decreto legislativo 148 del 2015 che ha riordinato gli ammortizzatori sociali in attuazione del Jobs Act. E dunque a consentire, in queste sole aree di crisi cosiddette complesse, di estendere di un anno la Cigs in scadenza il 31 dicembre. Regioni e ministero dello Sviluppo economico potrebbero poi prevedere un’ulteriore proroga (al massimo di altri dodici mesi), se l’impresa presenta un piano industriale e un piano di ricollocazione. Per i lavoratori che invece stanno finendo Aspi, Naspi o mobilità si individua uno strumento simile all’Asdi, l’assegno di disoccupazione, da 500 euro al mese per un anno, senza vincoli di reddito (Isee o altro). Il piano costa circa 235 milioni (di cui 150 milioni per il sussidio da 500 euro e 85 per la proroga della Cig straordinaria). Il decreto correttivo del Jobs Act dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri entro il 15-16 settembre, ha assicurato il ministro Poletti.

 

 

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