La crisi del debito soffoca imprese e banche

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Nonostante il CLI dell’Ocse indichi una svolta nella situazione economica italiana, la situazione rimarrà molto difficile almeno per tutto il prossimo anno.

A lanciare un ulteriore allarme è Confindustria, che parla di una recessione forte ancora per tutto il 2013 e di una lenta ripresa che si inizierà a vedere solo nel 2014. A mettere l’Italia in difficoltà sono i problemi che già ben conosciamo: la pressione fiscale troppo elevata, la mancanza di attrattiva del nostro paese per gli investimenti stranieri e, guardando la situazione dall’interno, la crisi del debito, che soffoca le speranze di risalita tanto delle banche quanto delle imprese.

La crisi del credito sta soffocando tanto le imprese quanto le banche e servono soluzioni di sistema che aiutino a riaprire il rubinetto del credito bancario e a rilanciare il mercato finanziario per raccogliere risorse a prezzi accessibili da immettere nel sistema industriale e sociale del nostro Paese, all’economia reale.

A dirlo è il vice presidente di Confindustria per il Centro studi, Fulvio Conti, che ribadisce:

In un anno – tra settembre 2011 e settembre 2012 – le aziende hanno subito un calo del 4% dei prestiti concessi per investimenti e ristrutturazioni del debito, mentre le banche hanno dovuto fronteggiare sempre maggiori difficoltà a coprire lo strutturale funding gap di 413 miliardi. Le banche italiane vantano crediti (con le pubbliche amministrazioni) che superano i 70 miliardi e hanno bisogno di capitali e finanziamenti non solo per sostenere e rilanciare gli investimenti, ma soprattutto per far fronte alla gestione corrente.

 

 

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