L’Ue richiama l’Italia sul debito pubblico

All'Italia si chiede di affrontare il livello molto elevato del debito pubblico e di migliorare la competitività esterna che è debole

5 Marzo 2014 16:050 commentiVisualizzazioni: 17

Bilancio UELa Commissione europea ha messo l’Italia sotto i riflettori a causa del debito pubblico molto elevato e alla scarsa competitività. Inoltre, l’Europa ha avvertito la Francia che mancherà gli obiettivi di riduzione del deficit di bilancio concordati a meno che non interviene.

La Commissione, braccio esecutivo dell’Unione europea, ha condotto approfondite recensioni delle economie dei 17 paesi dell’Unione europea che si ritiene abbiano squilibri macroeconomici. Secondo le norme comunitarie, se tali squilibri sono considerati eccessivi, un Paese deve agire sotto la sorveglianza della Commissione europea per affrontarle o rischia una multa.

 

Pil al minimo storico, debito pubblico al massimo

 

La Commissione europea ha affermato che Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito hanno degli squilibri nelle loro economie. Questi squilibri sono eccessivi in ​​Croazia, Italia e Slovenia. Ciò significa che la Commissione intende ora seguire le loro economie da vicino, facendo attenzione che vengano attuate le riforme raccomandate dai ministri delle finanze dell’Ue.

All’Italia si chiede di affrontare il livello molto elevato del debito pubblico e di migliorare la competitività esterna che è debole. Enttrambi gli aspetti sono radicati nella crescita stagnante della produttività e richiedono un’attenzione politica urgente ha detto la Commissione. Inoltre, dall’Europa richiamano alla necessità di un’azione decisa per ridurre il rischio di effetti negativi sul funzionamento dell’economia italiana e della zona euro, un aspetto particolarmente importante date le dimensioni dell’economia italiana.

Finora gli sforzi dell’Italia non sono stati sufficienti,  rileva la Commissione europea. La regolazione del saldo strutturale nel 2014, come attualmente previsto, appare insufficiente, vista la necessità di ridurre l’enorme debito pubblico ad un ritmo adeguato.

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