In Italia il tasso di disoccupazione è sceso al 12,3% nel mese di giugno dal 12,6% di maggio, toccando il minimo da 10 mesi. Lo dice l’Istat. Sull’anno si registra, però, un aumento dello 0,1%. Tocca invece nuovi record la disoccupazione giovanile, pari al 43,7%, in aumento dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 4,3% nel confronto tendenziale.
Wall Street in discesa dopo la decisione della Federal Reserve
La
soglia dei 30 miliardi di iniezioni di liquidità, superata a ribasso settimana scorsa da parte della Federal Reserve ha portato agli storni che ci attendevamo, storni non ancora definitivi ma che hanno fatto segnare la peggior discesa settimanale da settembre 2011.
I docenti che potranno andare in pensione con l’emendamento Quota 96
È giunto il momento della definizione sui Quota 96. In Commissione Bilancio è stato dato l’ok all’emendamento che manda in pensione i 4 mila lavoratori della scuola facenti parte della cosiddetta Quota 96, bloccati dalla riforma Fornero e che ora potranno andare in pensione dal primo settembre prossimo. E ok anche alla pensione anticipata senza penalizzazioni e con il massimo della contribuzione.
Rimborsi fiscali 2014 – Come ottenerli in poco tempo
In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto che l’Agenzia delle Entrate sta in questi giorni invitando contribuenti ed imprese a fornire le coordinate bancarie del proprio conto corrente, al fine di velocizzare le procedure dei rimborsi fiscali e erogare gli accrediti direttamente sui conti dei diretti interessati. I contribuenti coinvolti in questa operazione, cittadini che hanno perso il lavoro e imprese, sono infatti sollecitati alla comunicazione dei dati via posta tradizionale o PEC.
Rimborsi fiscali – L’Agenzia delle Entrate richiede la comunicazione dell’IBAN
A partire dal 2014 sarà ancora più facile e veloce per i contribuenti italiani accedere ai rimborsi fiscali spettanti sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate. Come già nel 2013, infatti, anche coloro che non hanno un sostituto di imposto in questo anno perché hanno perso il lavoro, ma hanno comunque presentato il modello 730, potranno ottenere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate semplicemente comunicando il proprio IBAN, cioè le proprie coordinate bancarie di conto corrente.
Quali conseguenze per i vecchi tango bond dopo il default dell’Argentina?
In un post pubblicato prima di questo abbiamo visto quali potranno essere le possibili conseguente per coloro che detengono in questo momento titoli argentini ristrutturati, ovvero i tango bond del default, dopo aver aderito, in un periodo compreso tra il 2005 e il 2010 al concambio sui titoli in seguito alla ristrutturazione del debito.
Quali conseguenze per i tango bond ristrutturati dopo il default dell’Argentina?
Lo scorso 30 luglio 2014 l’Argentina, da tempo sulle pagine dei quotidiani finanziari di tutto il mondo per la vicenda dei cosiddetti tango bond, è entrata per la seconda volta in tredici anni in uno stato di default tecnico. Non è infatti riuscita ad onorare gli impegni presi con i creditori internazionali che hanno acquistato i suoi titoli di stato aderendo alla ristrutturazione del debito, dal momento che, non avendo trovato di recente un accordo con i possessori degli hedge fund, i pagamenti sono rimasti bloccati.
Economia Usa in forte crescita Pil a +4%
È salito oltre le attese il Pil Usa del secondo trimestre. Tra aprile e giugno l’aumento – dalla prima lettura del Dipartimento del commercio – è stata del 4% in rialzo dal -2,1% del primo trimestre (dato rivisto dal -2.9%). È un risultato che supera le stime degli analisti che si aspettavano una crescita del +3%.
Quanto dichiarano i lavoratori italiani?
Il Ministero dell’Economia, proprio in questi giorni in cui cadono le scadenze per la dichiarazione dei redditi, ha pubblicato le statistiche elaborate sugli studi di settore, ovvero sullo strumento che il Fisco utilizza per valutare la capacità di reddito di alcune categorie di professioni.
I dati elaborati si riferiscono al 2012, e dalle statistiche emerge che, pur essendoci stato un aumento del numero coinvolto dagli studi di settore (3,7 milioni di soggetti, ovvero il 3,6% in più rispetto al 2011), c’è stata una contrazione del reddito totale, che si è attestato su 100 miliardi di euro, il 5,8% in meno rispetto all’anno precedente.
