Pensioni, Ocse richiede adeguamento parametri

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 L’ex ministro del Lavo, Elsa Fornero ha tenuto a precisare che “Col senno di poi, potrei dire che cambierei la riforma, rendendo meno complessa la regolamentazione. Il rammarico più grande è di non aver portato a termine la delega sui servizi per l’impiego”. E parlando della sua riforma sulle pensioni, ha detto: “Nelle stesse circostanze e con le stesse informazioni, oggi rifarei le stesse cose per il bene dell’Italia. Le sottovalutazioni sono dipese da informazioni inadeguate. Mi assumo la responsabilità dell’errore. Ma con quella riforma l’Italia si è salvata. Forse il vero errore è stato non essere riusciti a spiegarci”.

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E se l’Ocse ha lanciato un nuovo allarme sull’attuale sistema previdenziale italiano, sottolineando che “In Italia, l’adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema per le generazioni future e i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia” e chiedendo modifiche al metodo contributivo e all’assenza di pensioni sociali, con le misure approvate nella Legge di Stabilità che presto andrà alla Camera, è sfumata anche l’ipotesi di sostituire la cassa integrazione in deroga andando in pensione a 62 anni, in anticipo rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, e di modificare il sistema in merito alla differenza di trattamento contributivo fra uomini e donne.

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Al momento pare che il governo seguirà il monito della Commissione europea che ha puntato il dito contro l’Italia per la disparità di trattamento contributivo tra uomini e donne, per il pensionamento anticipato. La norma italiana contestata viola l’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne e che, in Italia, prevede gli anni minimi di contribuzione a 42 e 3 mesi per gli uomini e 41 e 3 mesi per le donne.

 

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